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SMART WORKING E TELELAVORO: REGOLE E DIFFERENZE

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Lo smart working (lavoro agile) continua ad essere un argomento di grande attualità, ne abbiamo parlato anche in un’altra recente news in cui sono state approfondite le novità introdotte dal 1° aprile in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza per la pandemia da COVID19.

In questo quadro, l’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (OSHA) ha pubblicato tre articoli contenenti consigli pratici e liste di controllo per uno smart working (lavoro agile) sano ed efficace.

Per indicare la prestazione lavorativa fuori sede viene usato il termine telelevoro, che in Italia si preferisce riservare, per chiarezza, a un tipo di contratto diverso dalle previsioni della Legge 81/2017 che ha regolato la prestazione lavorativa fuori dai locali aziendali.

Vediamo allora cos’è lo smart working, quali sono le differenze con il telelavoro, quali sono le regole in vigore e come garantire la sicurezza per i lavoratori in smart working.

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA SMART WORKING E TELELAVORO?

Vediamo innanzitutto quali sono le principali differenze tra smart working (lavoro agile) e telelavoro, che spesso vengono confusi o impropriamente considerati sinonimi.

SMART WORKING: RIFERIMENTI NORMATIVI

Innanzitutto, da un punto di vista normativo, lo smart working (lavoro agile) vede la sua introduzione nel nostro ordinamento con la Legge 81/2017, quindi recentemente, mentre per il telelavoro si fa riferimento all’Accordo Interconfederale 9 maggio 2004.

SUBORDINAZIONE

Mentre il telelavoro può configurarsi, per espressa previsione del predetto Accordo Interconfederale 9 maggio 2004, sia come lavoro subordinato che come lavoro autonomo o parasubordinato, lo smart working (lavoro agile) rappresenta una modalità di svolgimento della prestazione esclusivamente di lavoro subordinato, con tutti i riflessi che ne derivano tra i quali, un posto di primo rilievo è rivestito dal potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro.

LUOGO DI LAVORO

Per quanto riguarda il telelavoro l’Accordo Interconfederale 9 giugno 2004, all’art. 1, prevede che la prestazione si svolga in una postazione fissa all’esterno dei locali aziendali, con l’eventualità di poter prevedere rientri periodici in azienda.

Per lo smart working (lavoro agile), invece, l’art. 18, c. 1 della Legge 81/2017 fa riferimento allo svolgimento della prestazione lavorativa “in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa”.

Altre differenze riguardano poi l’orario di lavoro e la retribuzione ma, in generale, si può rilevare come lo smart working (lavoro agile) risulti ancora fortemente vincolato alle modalità del lavoro subordinato mentre il telelavoro sia una modalità più flessibile e con meno vincoli.

SMART WORKING DA CASA, COME RENDERE L’AMBIENTE PIÙ SANO E SICURO?

Il primo dei tre articoli pubblicati dall’OSHA è intitolato “Consigli pratici per rendere il lavoro da casa il più sano, sicuro ed efficace possibile”.

Mantenendo un profilo semplice e pratico, tale contributo dapprima fa una comparazione sinottica tra vantaggi e svantaggi dello smart working (lavoro agile) dal punto di vista della salute e del benessere occupazionale; quindi si dedica specificamente al lavoro fuori sede da casa (il caso di gran lunga più frequente, ma non necessariamente l’unico).

Viene, con l’occasione, ribadito il principio secondo cui il datore di lavoro è responsabile della fornitura, dell’installazione e della manutenzione delle attrezzature utilizzate durante l’attività in smart working, a meno che il lavoratore, in casa propria, non utilizzi materiale di sua proprietà. Aggiungiamo che anche in quest’ultimo caso, peraltro, determinate responsabilità del datore di lavoro non vengono del tutto meno.

Molto interessante il paragrafo dedicato all’ambiente lavorativo domestico. Si tratta di un tema particolarmente attuale e delicato: com’è possibile mantenere un ambiente lavorativo efficiente in un contesto prettamente familiare, magari caratterizzato dalla presenza di bambini o anziani? L’articolo in questione, ben guardandosi dall’entrare inutilmente di questioni di grande complessità, parla opportunamente dell’auspicabile mantenimento di una linea divisoria tra vita lavorativa e vita domestica.

SMART WORKING E DISTURBI CORRELATI

Il secondo articolo si dedica ai disturbi muscoloscheletrici che possono verificarsi durante il lavoro in smart working con un approccio decisamente diverso rispetto all’articolo precedente: più tecnico, e più simile nei temi a ciò di cui si potrebbe discutere in sede aziendale.

In particolare, le tipiche problematiche di natura posturale connesse con il lavoro al videoterminale vengono analizzate con un approccio che non trascuri gli aspetti ambientali e psicologici, secondo la seguente capitolazione:

  • ergonomia della postazione di lavoro e relativa postura;
  • ambiente lavorativo;
  • atteggiamenti sedentari e attività fisica;
  • organizzazione del lavoro;

Evidenti gli intrecci con il precedente articolo, nella misura in cui una non corretta partizione tra sfera lavorativa e ambiente famigliare può portare ad atteggiamenti errati anche dal punto di vista mentale e posturale.

VALUTAZIONE DEI RISCHI PER I LAVORATORI IN SMART WORKING

Il terzo articolo si concentra invece sulla valutazione dei rischi nel lavoro in smart working, mettendo a disposizione checklist di controllo.

Non vi è dubbio che si tratti del più tecnico dei tre contributi sul lavoro in smart working, dal momento che la valutazione dei rischi è attività caratterizzata da specifici e puntuali obblighi giuridici, regolati dalle singole leggi nazionali.

Normale, dunque, che un’agenzia europea offra una checklist di carattere assolutamente la quale andrà utilizzata come piattaforma operativa su cui innestare, in contesto italiano, gli specifici obblighi derivanti dal combinato disposto degli artt. 15 e 28 del D. Lgs. 81/08.

Ricordiamo che il D.Lgs. 81/08 richiede che il Datore di Lavoro verifichi la conformità dell’ambiente di lavoro del lavoratore, ma nel caso dello smartworker questa operazione potrebbe risultare difficile, se non di impossibile applicazione.

LA CHECK LIST DI CONTROLLO DELLA POSTAZIONE DI LAVORO IN SMART WORKING

Per verificare l’adeguatezza della postazione di lavoro, Vega Engineering rende disponibile una Check List di Autocontrollo della Postazione di Lavoro in Smart Working da parte del Lavoratore, al fine di rendere consapevole lo smartworker di quali caratteristiche dovrebbe essere dotata una postazione di lavoro adeguata.

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