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I Tumori Naso-Sinusali e i Tumori del Rinofaringe da Esposizione a Polveri di Legno negli Ambienti di Lavoro
L’INAIL ha pubblicato la monografia “I TUMORI NASO-SINUSALI E I TUMORI DEL RINOFARINGE DA ESPOSIZIONE A POLVERI DI LEGNO NEGLI AMBIENTI DI LAVORO”, un documento tecnico e medico-legale che rappresenta un importante aggiornamento nella conoscenza e nella gestione del rischio cancerogeno legato alla lavorazione del legno. L’opera, realizzata dalla Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza (CTSS) centrale e dalla Sovrintendenza Sanitaria Centrale, analizza con approccio interdisciplinare il nesso eziologico tra esposizione a polveri di legno e l’insorgenza di specifiche neoplasie, fornendo una base scientifica e normativa per la prevenzione e la tutela assicurativa. La pubblicazione si inserisce nel quadro delle attività di ricerca e assistenza che l’INAIL conduce a sostegno delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) artigiane, in attuazione degli articoli 9, 10 e 52 del D. Lgs. 81/2008.
Essa nasce in particolare dall’attuazione del Protocollo d’intesa tra INAIL e CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato), avviato nel 2022, finalizzato allo sviluppo di misure tecniche e organizzative per contenere i rischi da agenti cancerogeni e mutageni nei settori produttivi a maggiore esposizione.
IL CONTESTO: IL COMPARTO DEL LEGNO IN ITALIA
Il settore del legno e dell’arredo rappresenta una delle filiere storiche dell’economia italiana, fortemente radicata nel territorio e caratterizzata da un tessuto produttivo artigiano.
Secondo i dati ISTAT 2023, il comparto ATECO 16 (industria del legno e dei prodotti in legno e sughero) conta oltre 20.000 imprese e quasi 91.000 addetti, mentre la fabbricazione di mobili (Ateco 31) comprende circa 15.000 aziende e 128.000 lavoratori. Le principali concentrazioni produttive si trovano nei distretti del Nord Italia, in particolare dalla Brianza al Bassanese, dal Mobile di Livenza al Distretto del Friuli, ma rientra nei poli importanti anche il Centro (Pesaro-Urbino, Toscana) ed il Sud (Murgia, Matera). L’intero comparto si distingue per un’elevata prevalenza di microimprese (oltre l’80% con meno di 10 addetti) e per cicli produttivi che generano polveri aerodisperse durante le fasi di taglio, piallatura, levigatura e verniciatura.
LA POLVERE DI LEGNO COME AGENTE CANCEROGENO
La pericolosità della polvere di legno è nota da decenni. La IARC (International Agency for Research on Cancer), già nel 1995 con la Monografia n. 62, la classificò come cancerogena per l’uomo (Gruppo 1), con evidenze sufficienti di correlazione con i tumori maligni delle cavità nasali, dei seni paranasali e del rinofaringe. La successiva monografia IARC 100C (2012) ha confermato tali conclusioni, includendo sia i legni duri (latifoglie) sia, in presenza di miscele, anche i legni teneri (conifere). Le particelle di polvere di legno, se inalate, si depositano nelle vie respiratorie superiori e possono provocare nel tempo processi infiammatori cronici e alterazioni cellulari che evolvono in neoplasie. Oltre ai tumori, sono state osservate patologie non neoplastiche come riniti allergiche, asma, alveoliti e dermatiti da contatto.
IL QUADRO NORMATIVO EUROPEO E NAZIONALE
Il rischio cancerogeno da polveri di legno è disciplinato a livello europeo dalla Direttiva 2004/37/CE e successive modifiche (in particolare la Direttiva UE 2017/2398), recepite in Italia dal D.Lgs. 44/2020. Il decreto ha inserito i “lavori comportanti esposizione a polveri di legno duro” tra i processi cancerogeni dell’allegato XLII del D.Lgs. 81/2008- Indicazioni su Misure e Livelli di Contenimento, stabilendo un valore limite di esposizione professionale (VLEP) pari a 2 mg/m³ per la frazione inalabile di polvere di legno duro (media ponderata su 8 ore).
La norma chiarisce che, quando la polvere di legno duro è mischiata con altre polveri, il limite si applica a tutta la miscela.
Fino al 17 gennaio 2023 è stato in vigore un limite transitorio di 3 mg/m³, poi definitivamente ridotto a 2 mg/m³.
L’applicazione pratica di questi limiti è affidata al sistema di misurazione previsto dalla UNI EN 689:2019, che definisce le strategie di campionamento e i criteri statistici per la verifica della conformità ai valori limite. Le imprese sono inoltre tenute alla notifica del registro di esposizione all’INAIL (art. 243 d.lgs. 81/08) e all’adozione di sistemi di prevenzione integrati: aspirazioni localizzate, ventilazione forzata, DPI delle vie respiratorie e sorveglianza sanitaria.
L’ESPOSIZIONE PROFESSIONALE: STIME E BANCHE DATI INAIL
INAIL raccoglie e analizza i dati di esposizione attraverso tre principali banche dati:
- SIREP (Sistema Informativo Registro Esposizioni Professionali)
Raccoglie dal 2000 i registri delle aziende che espongono i lavoratori ad agenti cancerogeni.
Secondo le elaborazioni INAIL (2024), in Italia si stimano oltre 209.000 lavoratori potenzialmente esposti alla polvere di legno duro, di cui il 79% uomini. I settori più coinvolti sono:- industria del legno (Ateco 16.2): 60.832 esposti;
- fabbricazione di mobili (Ateco 31.0): 59.150 esposti.
- ReNaTuNS (Registro Nazionale dei Tumori Naso-Sinusali)
Istituito presso l’INAIL-DIMEILA ai sensi dell’art. 244 del D. Lgs. 81/08, raccoglie i casi di tumori naso-sinusali di sospetta origine professionale.
Nel primo rapporto (1989–2012) sono stati registrati 1.352 casi, di cui il 67% con esposizione professionale accertata.
Le sedi più colpite risultano le cavità nasali (41,6%), il seno etmoidale (20,6%) e il seno mascellare (16,8%), con un’incidenza maggiore nei lavoratori maschi del comparto legno-arredo. - MalProf (Sistema informativo delle malattie professionali)
Gestisce le segnalazioni provenienti dalle ASL. Nel periodo 2019–2022 risultano 50 casi di tumori maligni del gruppo ICDX C030 con nesso positivo, prevalentemente nel settore Ateco C16.
LE EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE
Gli studi epidemiologici citati nella linea guida confermano il nesso causale tra esposizione prolungata a polveri di legno e tumori naso-sinusali.
In Lombardia, il COR (Centro Operativo Regionale) ha registrato oltre 800 casi tra il 2008 e il 2020, dei quali 163 correlati a esposizione professionale.
Il tasso di mortalità a cinque anni dalla diagnosi supera il 50%, con sopravvivenza inferiore nei pazienti anziani e in quelli con localizzazione nei seni paranasali.
A livello nazionale, un recente studio INAIL (Binazzi et al., 2024) condotto su 2.851 pazienti conferma che la prevalenza di casi è quasi tripla negli uomini rispetto alle donne, riflettendo la distribuzione occupazionale del settore.
LA PREVENZIONE E LA GESTIONE DEL RISCHIO
L’INAIL sottolinea che la tutela della salute dei lavoratori del comparto legno passa attraverso una strategia integrata di prevenzione, che deve comprendere:
- Riduzione alla fonte dell’emissione di polveri, mediante impianti di aspirazione localizzata e cabine di levigatura con filtri ad alta efficienza.
- Monitoraggi ambientali periodici, condotti da personale qualificato secondo UNI EN 689.
- Formazione e informazione specifica su rischi, misure tecniche e corretto uso dei DPI (maschere FFP3 o equivalenti).
- Sorveglianza sanitaria mirata, con particolare attenzione ai disturbi respiratori e alla diagnosi precoce dei tumori delle vie nasali.
- Gestione documentale e registro degli esposti, obbligatorio per i datori di lavoro.
Particolare attenzione va posta ai materiali compositi (compensati, MDF, truciolari) che, pur contenendo una quota minore di legni duri, rilasciano miscele di polveri e sostanze chimiche che possono amplificare il rischio complessivo.
ASPETTI MEDICO-LEGALI E ASSICURATIVI
La trattazione INAIL analizza anche gli aspetti tecnico-assicurativi, chiarendo i criteri per il riconoscimento delle malattie professionali correlate a polveri di legno.
I tumori naso-sinusali e del rinofaringe sono inseriti nella Tabella delle malattie professionali dell’industria (voce n. 57), che prevede la presunzione legale di origine per i lavoratori esposti.
Il riconoscimento è subordinato alla dimostrazione di esposizione prolungata e significativa, tipicamente in mansioni di falegnameria, carpenteria, produzione di mobili e montaggio di serramenti.
CONCLUSIONI
La nuova linea guida INAIL rappresenta un documento di riferimento essenziale per datori di lavoro, RSPP, medici competenti e consulenti tecnici che operano nel settore del legno.
Oltre a fornire dati aggiornati su epidemiologia e normativa, essa promuove una visione integrata della prevenzione, fondata sulla collaborazione tra imprese, servizi di prevenzione, medicina del lavoro e autorità sanitarie. In un settore dove la prevalenza di piccole imprese rende più difficile l’attuazione di piani strutturati di monitoraggio e sorveglianza, l’approccio INAIL-CNA costituisce un modello virtuoso: unire ricerca, assistenza tecnica e formazione per ridurre i rischi cancerogeni e migliorare la sostenibilità sociale delle produzioni italiane.
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