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Il Rischio di Esposizione a Legionella spp. in Ambienti di Vita e Lavoro

Vega Engineering ha pubblicato il documento dell’INAIL “IL RISCHIO DI ESPOSIZIONE A LEGIONELLA SPP. IN AMBIENTI DI VITA E LAVORO” dove si afferma che la legionellosi è una malattia causata da batteri del genere Legionella, isolati per la prima volta nel 1976 a Philadelphia durante un’epidemia che colpì i partecipanti a un raduno di ex combattenti della “American Legion”. La forma più grave, nota come Malattia dei Legionari, provoca polmonite con un tasso di letalità del 10-15%, che nei casi nosocomiali può raggiungere il 50%. Una variante più lieve è la Febbre di Pontiac, caratterizzata da sintomi simil-influenzali e decorso benigno.

In Europa, secondo i dati ECDC, nel 2020 sono stati notificati 8.372 casi, di cui il 72% concentrati in quattro Paesi: Italia, Spagna, Francia e Germania. La specie L. pneumophila è responsabile del 95% delle infezioni in Europa. I batteri vivono in ambienti acquatici naturali ma proliferano anche in impianti artificiali come condotte idriche, torri evaporative, vasche idromassaggio e sistemi di climatizzazione, soprattutto in presenza di acqua stagnante, biofilm e temperature comprese tra 20 °C e 50 °C.

La trasmissione avviene attraverso l’inalazione di aerosol contaminato, mentre non è mai stata dimostrata la diffusione interumana. I soggetti più a rischio sono anziani, fumatori e persone con patologie croniche.

Per la valutazione del rischio in ambito lavorativo, il datore di lavoro, ai sensi del D. Lgs. 81/2008, deve individuare possibili sorgenti di contaminazione e adottare misure preventive. Particolare attenzione va rivolta agli impianti idrici e di trattamento dell’aria. Le azioni di prevenzione includono:

  • manutenzione regolare (pulizia, decalcificazione e disinfezione di serbatoi, filtri e soffioni);
  • controlli a lungo termine con sistemi di disinfezione efficaci;
  • monitoraggi microbiologici periodici per verificare l’efficacia delle misure adottate;
  • uso di protezioni collettive e individuali nei casi di rischio biologico più elevato.

A livello normativo, la direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano ha introdotto per la prima volta un parametro di riferimento specifico per Legionella nei sistemi di distribuzione domestici. Il limite fissato (< 1000 UFC/l) impone l’attivazione di misure di controllo in caso di superamento, con particolare attenzione agli edifici “prioritari” come ospedali e strutture alberghiere.

La pubblicazione INAIL evidenzia l’importanza di una gestione integrata del rischio, che tenga conto dell’intera catena idrica e delle condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione del batterio. La prevenzione della legionellosi passa dunque attraverso formazione, manutenzione costante e adeguati protocolli di sorveglianza, strumenti essenziali per ridurre l’incidenza di questa malattia ancora sottostimata ma potenzialmente letale

Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su RISCHIO BIOLOGICO 

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