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Industria della Produzione del Cemento e Radioprotezione: proposta di una metodologia tecnico-pratica ai sensi del D. Lgs 101/2020 e s.m.i.
Il documento dell’INAIL dal titolo: “INDUSTRIA DELLA PRODUZIONE DEL CEMENTO E RADIOPROTEZIONE: PROPOSTA DI UNA METODOLOGIA TECNICO-PRATICA AI SENSI DEL D.LGS 101/2020 e s.m.i.” fornisce linee guida operative per gestire il rischio da radionuclidi naturali (NORM) nell’industria del cemento, in conformità al D.Lgs. 101/2020, che disciplina la protezione dalle radiazioni ionizzanti.
La normativa si applica a settori industriali che, pur non utilizzando materiali radioattivi, possono contenere concentrazioni significative di radionuclidi naturali, richiedendo misure di radioprotezione per i lavoratori e la popolazione.
A tal proposito, sono stati sviluppati protocolli standardizzati per vari comparti industriali, incluso quello del cemento, nell’ambito del progetto NORM (BRIC ID 30-2019) condotto da INAIL in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, ISS, ARPA Veneto e Toscana.
Nell’industria del cemento, l’attenzione radio protezionistica si concentra sulla manutenzione dei forni per la produzione di clinker, componente principale del cemento ottenuto da calcare e argilla trattati a circa 1500°C. Durante il processo termico, radionuclidi come Polonio-210 e Piombo-210 si volatilizzano, concentrandosi nelle polveri e nelle incrostazioni del forno che, rimosse durante la manutenzione straordinaria, vengono reimmesse nel ciclo produttivo.
Il protocollo prevede:
- Identificazione delle matrici potenzialmente contaminate (materie prime, residui, effluenti liquidi e aeriformi, prodotti finiti);
- Caratterizzazione radiologica delle incrostazioni, delle polveri di abbattimento, dei filtri esausti e di parti di impianto rimosse;
- Misura della concentrazione di attività dei radionuclidi e confronto con i livelli di esenzione (1 kBq/kg per Uranio-238 e Torio-232, 5 kBq/kg per Piombo-210 e Polonio-210, 10 kBq/kg per Potassio-40);
- Stima della dose efficace annua ricevuta dai lavoratori (limite 1 mSv/anno) e dall’individuo rappresentativo della popolazione (0,3 mSv/anno).
Gli scenari espositivi considerati includono:
- Esposizione durante la movimentazione e il trasporto di materie prime;
- Operazioni di manutenzione, pulizia e sostituzione di componenti del forno;
- Gestione e smaltimento dei residui;
- Emissioni di radionuclidi dai camini e loro impatto sulla popolazione.
La valutazione del rischio deve includere anche l’analisi di materie prime secondarie (es. pozzolana, ceneri volanti) e degli effluenti atmosferici, quando rilevanti per l’esposizione.
La metodologia proposta consente di standardizzare le misurazioni, l’analisi dei dati e la gestione del rischio, favorendo la protezione di lavoratori e popolazione e assicurando il rispetto dei limiti normativi.
È richiamato anche il D.Lgs. 81/2008 per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
L’obiettivo finale è fornire un protocollo tecnico-pratico utilizzabile dai gestori degli impianti e dalle autorità di controllo per valutare e mitigare i rischi radiologici, integrando le pratiche di manutenzione ordinaria e straordinaria dei cementifici con misure di sicurezza radiologica.
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