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Guida Tecnica INAIL – Polveri Pericolose –

La presenza di polveri pericolose nei luoghi di lavoro rappresenta un rischio spesso sottovalutato, ma capace di determinare conseguenze rilevanti per la salute dei lavoratori, in particolare a carico dell’apparato respiratorio. Per supportare imprese, datori di lavoro, RSPP, tecnici della prevenzione e figure coinvolte nella gestione della sicurezza, INAIL ha pubblicato la Guida Tecnica “Polveri Pericolose”: strategie e misure tecniche per il contenimento e la rimozione delle polveri pericolose nei luoghi di lavoro.

STATO DELL’ARTE

La presenza di polveri pericolose interessa numerosi settori produttivi e genera ogni anno un numero rilevante di malattie professionali. Secondo i dati riportati nella pubblicazione, i settori maggiormente colpiti sono costruzioni, agroalimentare, legno e metalmeccanico, che da soli rappresentano oltre il 90% dei casi considerati. Le patologie più frequenti includono pneumoconiosi, asma professionale, broncopneumopatia cronico ostruttiva e polmoniti da ipersensibilità.

IL CONTENUTO: I PRINCIPALI TEMI TRATTATI DALLA GUIDA

Le polveri pericolose possono essere generate da numerosi processi produttivi come manipolazione di materie prime, taglio, levigatura, saldatura, lavorazioni alimentari e del legno, attività edili, processi metalmeccanici e pulizia industriale, tutte attività che richiedono un approccio preventivo strutturato. La guida richiama in particolare:

  • la valutazione del rischio specifica e accurata, che deve tenere conto della natura della polvere, della granulometria, delle quantità presenti e dei valori limite di esposizione professionale: non tutte le polveri presentano lo stesso livello di pericolosità, con alcune come la silice libera cristallina e le polveri di legno duro associate a patologie gravi ed effetti cancerogeni;
  • le malattie professionali correlate all’esposizione, tra cui pneumoconiosi, asma professionale, broncopneumopatia cronico ostruttiva e polmoniti da ipersensibilità;
  • le tecniche di campionamento e misurazione dell’esposizione, con riferimento alla UNI EN 689 e alle modalità di campionamento gravimetrico, personale e ambientale, nonché la distinzione tra frazione inalabile, toracica e respirabile;
  • i criteri per la scelta delle tecnologie di aspirazione e filtrazione, con approfondimento sulle classi di polvere, sui filtri EPA, HEPA e ULPA e sulle classi L, M e H per aspiratori e sistemi di contenimento;
  • le misure di prevenzione e protezione collettiva da privilegiare, aspirazione localizzata, ventilazione, depolverazione, rispetto ai DPI, che restano una misura complementare e non sostitutiva;
  • il rischio di esplosione associato a polveri con granulometria inferiore a 500 micron, con richiamo alla valutazione specifica secondo la disciplina ATEX;
  • la manutenzione degli impianti di aspirazione e le procedure corrette di pulizia degli ambienti;
  • il ruolo dell’informazione, formazione e addestramento dei lavoratori come elemento imprescindibile di un approccio preventivo efficace.

Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su “RISCHIO CHIMICO E SICUREZZA SUL LAVORO

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