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SPAZI CONFINATI: CHIARIMENTI DALLA COMMISSIONE INTERPELLI SUL D.P.R. 177/11

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La Commissione per gli interpelli ha pubblicato l’interpello n. 23/2014 per chiarire la corretta interpretazione dell’art. 3 comma 1 e 2 del D.P.R. 177/11 “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati”.

QUESITO DELL’INTERPELLO SUGLI SPAZI CONFINATI
La FederUTility poneva i seguenti quesiti:
1 – in merito alle modalità di espletamento dell’attività informativa da parte del Committente che appalti attività in ambienti confinati (art. 3 comma 1 del D.P.R. 177/11), qualora il contratto d’appalto preveda ripetute ed identiche attività svolte su un periodo temporale lungo, se fosse da ritenere o meno necessario ripetere l’attività informativa prima di ogni attività negli spazi confinati;
2 – in merito alle attività di coordinamento che devono essere svolte dal Committente (art. 3 comma 2 del D.P.R. 177/11), se la stessa debba essere svolta con una “costante presenza sul luogo di lavoro” o si “estrinsechi, piuttosto, in una sua efficace attività di sovrintendenza sull’adozione ed efficace attuazione della procedura di lavoro“.

INDICAZIONI DELLA COMMISSIONE PER GLI INTERPELLI IN MERITO ALL.ART 3 COMMA 1 E 2 DEL D.P.R. 177/11 SUGLI AMBIENTI INQUINATI E SPAZI CONFINATI
In merito al primo quesito la Commissione per gli Interpelli precisa che:
1 – l’informazione prevista all’art. 3 del D.P.R. 177/11 è da intendersi come aggiuntiva e specifica rispetto a quella prevista dall’art. 36 del D.Lgs. 81/08;
2 – tale informazioni relativa alle attività da svolgersi negli ambienti sospetti di inquinamento e negli spazi confinati non debba essere inutilmente ripetitiva, ma deve assicurare che “tutti coloro che accedano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati siano puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente su tutti i rischi presenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti da precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro“.

Per quanto riguarda il secondo quesito, relativo alle modalità di svolgimento del coordinamento da parte del committente durante i lavori in spazi confinati, la Commissione per gli Interpelli precisa che:
1 – premesso che il rappresentante del datore di lavoro committente durante le attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adeguatamente formato, addestrato ed edotto in merito ai rischi presenti, tale figura deve sovrintendere l’adozione di efficaci procedure di lavoro, “spetterà quindi, ancora una volta al datore di lavoro la scelta della persona idonea e delle modalità più corrette per lo svolgimento di tali compiti, specificando nella procedura adotta se, ed eventualmente quando, sia necessaria la presenza del proprio rappresentante direttamente sul luogo di lavoro” identificato come spazio confinato o nel quale vi sia il sospetto di inquinamento.

Clicca per visualizzare ulteriori approfondimenti sul D.P.R. 177/11 e sulla sicurezza durante le attività lavorative in ambienti inquinati e spazi confinati.

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