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ESONERO CONTRIBUTIVO PER AZIENDE CERTIFICATE: CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL DECRETO LAVORO

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, il cosiddetto Decreto Lavoro, il legislatore interviene su un ampio ventaglio di materie del lavoro tra cui incentivi all’occupazione, salario giusto e contrasto al caporalato digitale.
In questa news ci soffermiamo sull’art. 6: Disposizioni urgenti per la conciliazione tra famiglia e lavoro che prevede l’esonero contributivo per le aziende in possesso di specifiche certificazioni.

In fondo alla news è possibile scaricare gratuitamente il testo del D.L. 62/2026

CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO: ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE AZIENDE CERTIFICATE

Al fine di sostenere la conciliazione tra famiglia e lavoro, il decreto introduce un incentivo per le aziende che investono in modo strutturato su questi temi. La misura riguarda le aziende in possesso delle certificazioni richiamate dall’art. 8, comma 1, lett. e), del D.Lgs. 184/2025 (Codice degli Incentivi), disposizione che fa riferimento, in termini generali, a certificazioni idonee a dimostrare le misure adottate dall’azienda in materia di welfare aziendale e di sostegno alla maternità, alla paternità, ai carichi di cura e all’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Le aziende che risulteranno in possesso di tali requisiti potranno accedere a un esonero contributivo fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite di 50.000 euro annui per azienda. Per le aziende certificate, sono inoltre previste attività promozionali a cura dell’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane).

L’esonero è riconosciuto entro limiti di spesa specifici: 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. L’INPS dovrà monitorare gli effetti finanziari della misura e comunicarne le risultanze alle amministrazioni competenti.

UNI/PDR 192:2026: UN RIFERIMENTO TECNICO PER LA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO

Tra i riferimenti oggi rilevanti rientra la UNI/PdR 192:2026, pubblicata nell’aprile 2026, che definisce un sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, basato su requisiti verificabili, indicatori di performance e raccomandazioni per le organizzazioni che investono in modo strutturato su maternità, paternità, caregiver, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.

Secondo UNI, si tratta inoltre dell’unica certificazione richiamabile in questo ambito basata su un documento tecnico normativo UNI e accompagnata dal requisito dell’accreditamento; la sua applicazione prevede infatti una valutazione di conformità di terza parte accreditata, finalizzata alla certificazione e all’ottenimento del Marchio UNI.

COSA DEVONO VALUTARE LE AZIENDE?

Per le imprese interessate, il primo passaggio è verificare se le proprie politiche interne su welfare, genitorialità, carichi di cura e flessibilità organizzativa siano già coerenti con un sistema certificabile. Il secondo passaggio sarà monitorare la conversione del decreto e il successivo decreto attuativo, da cui dipenderanno modalità operative, validità delle certificazioni e accesso concreto all’esonero.

La misura conferma una direzione ormai chiara: la conciliazione tra famiglia e lavoro non è più solo un tema di responsabilità sociale, ma può incidere anche sulla competitività e sui costi aziendali.

Scarica i documenti allegati a questa news

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