CLASSI DI INCENDIO: PER LE BATTERIE AL LITIO ARRIVA LA “CLASSE L”
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Con la pubblicazione della terza edizione della ISO 3941:2026 entra ufficialmente tra le classi di incendio la nuova Classe L, dedicata ai roghi che coinvolgono celle e batterie agli ioni di litio. Un aggiornamento che riflette l’evoluzione tecnologica e la crescente diffusione dei sistemi di accumulo Li-ion in numerose applicazioni come dispositivi mobili o veicoli mobili elettrici ed ibridi.
IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
La classificazione degli incendi è definita, a livello europeo, dalla norma UNI EN 2 che rappresenta il riferimento tecnico europeo per l’individuazione delle classi di incendio in funzione della natura del combustibile. Tale classificazione è recepita anche nella normativa nazionale e richiamata dal D.M. 2 settembre 2021.
Le classi di incendio individuate, per ora, dalla UNI EN 2 sono A, B, C, D e F, e costituiscono il riferimento per la progettazione delle misure di protezione e per la scelta dei mezzi di estinzione.
La ISO 3941:2026 ha invece introdotto la nuova Classe L, dedicata agli incendi che coinvolgono celle e batterie agli ioni di litio.
| Classe | Combustibile | Esempi comuni |
|---|---|---|
| Classe A | Solidi organici | Legno, carta, tessuti, gomma |
| Classe B | Liquidi infiammabili | Benzina, alcol, solventi, vernici |
| Classe C | Gas infiammabili | Metano, GPL, Idrogeno |
| Classe D | Metalli combustibili | Magnesio, Potassio, Sodio |
| Classe F | Oli e grassi da cucina | Mezzi di cottura (cucine professionali) |
| Classe L | Batterie agli Ioni di Litio | Smartphone, EV, Carrelli elevatori, UPS |
NUOVI MATERIALI E LIMITI DELLA CLASSIFICAZIONE TRADIZIONALE
L’introduzione di nuovi materiali e tecnologie, come batterie al litio, sistemi di accumulo energetico e componenti ad alta densità energetica, ha evidenziato alcuni limiti della classificazione tradizionale. Tali fenomeni non risultano ancora ricompresi nella classificazione della UNI EN 2, ma sono stati oggetto di aggiornamento a livello internazionale con l’introduzione della Classe L nella ISO 3941:2026.
In questi casi, la classificazione per classi resta un riferimento di base, ma deve essere integrata con una valutazione specifica del rischio e con l’adozione di soluzioni tecniche adeguate. Ad oggi non sono ancora stati definiti standard specifici per le prove di efficacia degli estintori né per la segnaletica dedicata alla Classe L.
AGGIORNARE LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO E LA SCELTA DEI MEZZI DI ESTINZIONE
La corretta individuazione delle classi di incendio non è un elemento solo teorico, ma incide direttamente sulla valutazione del rischio e sulla scelta delle misure di prevenzione e protezione da adottare. Alla luce dell’evoluzione dei materiali e delle tecnologie, la classificazione degli incendi non può infatti essere considerata un elemento statico: le aziende devono verificare periodicamente la presenza di nuovi rischi e aggiornare la valutazione del rischio incendio in coerenza con quanto previsto dal D. Lgs. 81/2008 e dal D.M. 2 settembre 2021. In questo contesto, la classificazione definita dalla UNI EN 2 rappresenta il riferimento tecnico per l’individuazione delle classi di incendio, mentre il Codice di prevenzione incendi e la normativa sulla sicurezza sul lavoro ne richiamano l’utilizzo nell’ambito della valutazione del rischio e della progettazione delle misure di sicurezza.
Una corretta classificazione è inoltre essenziale per individuare i mezzi di estinzione più efficaci, poiché ogni classe richiede agenti estinguenti specifici e soluzioni tecniche coerenti con i materiali presenti e con le caratteristiche dell’attività così da migliorare l’efficacia delle misure di prevenzione e protezione, garantire l’adeguatezza dei dispositivi antincendio e ridurre il rischio di una gestione non corretta dell’emergenza.
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