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Rapporto Inail – Regioni sulle Cause degli Infortuni Mortali e Gravi

Il documento dell’INAIL “RAPPORTO INAIL–REGIONI SULLE CAUSE DEGLI INFORTUNI MORTALI E GRAVI”, basato sul sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO, rappresenta uno strumento chiave per conoscere e prevenire gli incidenti più gravi nei luoghi di lavoro italiani. Nato nel 2002 dalla collaborazione tra Inail, Regioni e Servizi di prevenzione delle ASL, il sistema raccoglie e analizza dati su dinamiche, fattori di rischio e settori coinvolti, con l’obiettivo di guidare interventi mirati di prevenzione e rafforzare la cultura della sicurezza.

DESCRIZIONE DEL SISTEMA INFOR.MO E DELLA BANCA DATI

La banca dati di Infor.MO contiene informazioni dettagliate su oltre 11.000 infortuni (di cui circa 7.000 mortali) avvenuti dal 2002, ricostruiti con un modello di analisi multifattoriale che considera elementi tecnici, organizzativi e comportamentali. Negli ultimi dieci anni analizzati (2013-2022) sono stati registrati 2.379 infortuni mortali e 2.202 gravi, con un’alta incidenza nei comparti Agricoltura e Costruzioni, seguiti da Manifatturiero e Trasporti e magazzinaggio. Le microimprese (meno di 10 addetti) risultano le più colpite, evidenziando la difficoltà delle realtà di piccola dimensione a gestire efficacemente la sicurezza.

MODALITÀ DI ACCADIMENTO DEGLI INFORTUNI MORTALI E GRAVI

Le modalità di accadimento più frequenti degli infortuni mortali sono:

  • Cadute dall’alto o in profondità (30,8%);
  • Variazioni di marcia di veicoli e mezzi di trasporto (ribaltamenti, investimenti – 19%);
  • Caduta dall’alto di oggetti o materiali (12,7%).

Per gli infortuni gravi, oltre alle cadute dall’alto, spiccano i contatti con organi lavoratori in movimento (20,8%), tipici del settore manifatturiero.

ANALISI DEI FATTORI DI RISCHIO

L’analisi dei fattori di rischio evidenzia che quasi l’80% sono determinanti (cioè contribuiscono direttamente all’incidente) e solo il 22% modulatori (che aggravano le conseguenze).
Le cause più ricorrenti sono:

  • Attività dell’infortunato (47,1%), spesso legate ad azioni estemporanee, pratiche abituali non sicure e carenze di formazione/addestramento;
  • Utensili, macchine e impianti (19,2%), con problemi di protezioni assenti o inefficaci e manutenzione inadeguata;
  • Ambiente di lavoro (13,9%), con assenza di barriere e parapetti, segnaletica insufficiente e percorsi non sicuri;
  • DPI (7,7%), spesso non forniti o non utilizzati.

INDICAZIONI PREVENTIVE E STRUMENTI COLLEGATI

Il rapporto sottolinea l’importanza della formazione continua, del controllo sui DPI, della manutenzione delle attrezzature e della gestione organizzativa dei rischi. Infor.MO si integra con altri strumenti come Pre.Vi.S (monitoraggio delle condizioni di rischio rilevate durante le attività di vigilanza) e la piattaforma Condivido (per segnalare near miss nelle imprese). La combinazione di analisi post-evento e monitoraggio preventivo permette una strategia più efficace per ridurre numero e gravità degli infortuni.

L’adozione di dati strutturati, la condivisione delle informazioni tra istituzioni e imprese e lo sviluppo di piani mirati di prevenzione sono indicati come elementi cruciali per ridurre il numero e la gravità degli infortuni sul lavoro in Italia.

Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su “SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE

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