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Linee guida la metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato. Modulo contestualizzato al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica – 2025
Nell’attuale scenario del mondo del lavoro, aspetti quali il lavoro da remoto e l’innovazione tecnologica rappresentano, frequentemente integrandosi tra loro, fattori sostanziali di trasformazione delle modalità di organizzazione e svolgimento della prestazione lavorativa. Senza dubbio, la trasformazione digitale in corso ha reso possibile l’utilizzo massivo, nelle sue varie declinazioni (lavoro agile, telelavoro, lavoro a distanza, ecc.), del cosiddetto lavoro da remoto, che costituisce una modalità caratterizzata dalla possibilità di svolgere le proprie attività professionali anche al di fuori della sede organizzativa, con orari flessibili e in virtù del supporto di strumenti digitali.
Tali aspetti, fortemente interdipendenti tra loro, favoriscono la flessibilità e l’efficienza lavorativa, determinando modifiche non solo ai processi di lavoro, ma anche ai contesti sociali in cui essi avvengono, soprattutto rispetto alle modalità di interazione e collaborazione tra gli stessi lavoratori. Pertanto, nel dibattito istituzionale e scientifico sul tema del lavoro da remoto, viene evidenziato come il ricorso massivo a tale modalità lavorativa, resosi necessario nella fase di emergenza sanitaria connessa al Covid-19, abbia costituito un’occasione importante per esplorarne le opportunità, non solo in termini di welfare aziendale, ma anche rispetto a nuovi modelli organizzativi determinati dalla trasformazione digitale degli ambienti di lavoro. A tal proposito, le principali istituzioni sovranazionali e internazionali di riferimento per la tutela della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, hanno effettuato studi e approfondimenti sulle implicazioni che il lavoro da remoto e l’innovazione tecnologica possono avere sulle condizioni di lavoro, sia in termini di benefici che di criticità.
Accanto alle opportunità, emerge, tuttavia, la necessità di analizzare i potenziali rischi psicosociali emergenti, che possono configurarsi a vari livelli, rispetto, ad esempio, all’iperconnessione, alle complessità nella gestione dei gruppi di lavoro, alla necessità di nuove competenze dei lavoratori, all’abbattimento dei confini tra vita privata e vita lavorativa ecc.
L’Inail ha affrontato le sfide connesse all’implementazione del lavoro da remoto, favorendo l’innovazione tecnologica ed i relativi cambiamenti necessari all’organizzazione del lavoro. Anche nell’ambito della ricerca, l’Istituto è costantemente impegnato su tali tematiche; nello specifico, il Laboratorio rischi psicosociali e tutela dei lavoratori vulnerabili, afferente al Dimeila, ha sviluppato studi e approfondimenti per fornire alle aziende strumenti di analisi del lavoro da remoto e dell’innovazione tecnologica nelle attività lavorative, per favorirne un’implementazione efficace, anche in ottica di tutela della salute e sicurezza. Prime esperienze al riguardo – oltre agli approfondimenti sulle implicazioni per la salute e sicurezza dei lavoratori, connesse al crescente utilizzo delle information and communication technologies (ICT) – sono state realizzate nel contesto della sperimentazione del lavoro da remoto in Inail, avvenuta nel periodo pre-pandemico, per valutarne gli impatti sulla qualità delle condizioni di lavoro. Successivamente, nell’ambito del Piano di attività di ricerca (PAR) 2022-2024, sono state implementate attività finalizzate allo sviluppo di strumenti specifici per l’analisi di potenziali rischi emergenti connessi al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica con il principale obiettivo di individuare misure specifiche da integrare agli strumenti previsti dalla Metodologia Inail di valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato, pubblicata nel 2011 ed aggiornata nel 2017.
Il documento 2025 intende fornire una descrizione degli strumenti integrativi offerti per la valutazione dei rischi psicosociali emergenti connessi al lavoro da remoto ed all’uso della tecnologia, approfondendo altresì i percorsi di ricerca e sperimentazione condotti. L’obiettivo è quello di fornire alle aziende italiane, che si trovano ad effettuare la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato (SLC), strumenti di valutazione integrati per analizzare tali aspetti pur mantenendo la garanzia di rigore scientifico offerto dal percorso metodologico Inail.
Le aziende, nell’adottare i nuovi strumenti di misura proposti, dovranno comunque seguire le quattro fasi che caratterizzano il percorso metodologico Inail, così come descritte nel manuale pubblicato nel 2017.
Clicca sul seguente link per visualizzare ulteriori linee guida del settore: STRESS LAVORO CORRELATO
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