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Le Malattie Psichiche Sul Lavoro
Le malattie psichiche lavoro-correlate comprendono disturbi mentali e del comportamento (codici ICD-10 F00-F99) che possono derivare da condizioni stressanti o da fattori psicosociali presenti nell’ambiente di lavoro. La loro identificazione è complessa per vari motivi:
- criteri diagnostici rigidi,
- difficoltà a dimostrare il nesso causale con l’attività lavorativa
- possibile presenza di fattori extra lavorativi o predisposizioni individuali.
Gli effetti dello stress occupazionale rientrano tra le malattie professionali non tabellate, quindi il lavoratore deve dimostrare il legame con il lavoro per ottenere l’indennizzo. Tuttavia, la segnalazione di queste patologie è obbligatoria per i medici ai sensi dell’art. 139 del DPR 1124/1965. I rischi psicosociali comprendono lo stress lavoro-correlato, la costrittività organizzativa, le molestie e la violenza sul lavoro (incluse forme come mobbing e bossing). Tali fattori possono generare sintomi come ansia, insonnia, astenia, disturbi gastrointestinali, cardiovascolari e muscoloscheletrici, fino a veri e propri quadri patologici (disturbo dell’adattamento, disturbo acuto da stress, disturbo post-traumatico da stress).
QUADRO NORMATIVO E RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE
Il medico competente deve segnalare i casi sospetti di disturbo dell’adattamento cronico e disturbo post-traumatico da stress da costrittività organizzativa. La sorveglianza sanitaria deve includere un ascolto attivo e garantire la riservatezza, integrando strumenti di valutazione del rischio psicosociale previsti dal D.lgs. 81/2008 (artt. 35 e 36 su informazione e dati collettivi).
DATI EPIDEMIOLOGICI (ITALIA 2019-2023)
- Denunce all’INAIL: 2.047 casi di malattie psichiche, con solo il 7,3% riconosciuto (149 casi), a fronte di un 47,1% di riconoscimento per altre malattie professionali. Ciò indica difficoltà diagnostiche e probabile sottodenuncia.
- Effetto pandemia: picco di riconoscimenti nel 2020-2021 (oltre 10%) per l’aumento del disagio psichico, soprattutto nella sanità.
- Sistema MalProf: 782 segnalazioni, di cui 424 con nesso positivo (54%), molto inferiore all’89% delle patologie non psichiche. Le donne rappresentano il 56,9% dei casi.
- Tipologia di disturbi:
- Disturbi dell’adattamento 60,4%
- Reazioni a grave stress e disturbi dell’adattamento 25,5%
- Disturbo post-traumatico da stress 8,7% (ma con il tasso più alto di riconoscimento: 72,5%).
- Età: prevalenza tra 35-49 anni (37,7%) e 50-64 anni (53,1%), con maggiore incidenza nei lavoratori giovani rispetto ad altre malattie.
- Settori economici più colpiti: assistenza sanitaria (11,8%), commercio al dettaglio (9,8%), pubblica amministrazione (6,3%), seguiti da metalmeccanico, ristorazione e assistenza sociale residenziale.
- Professioni a rischio: medici, infermieri, portantini; commessi/cassieri; impiegati amministrativi.
Il sistema Marel, che rileva gli agenti di esposizione, mostra che i principali fattori sono:
- rapporti interpersonali sul lavoro (41%),
- ruolo organizzativo (22%),
- funzione e cultura organizzativa, carico e ritmo di lavoro, orari e interfaccia vita-lavoro.
CRITICITÀ E RACCOMANDAZIONI
- Sottodiagnosi e sottosegnalazione: molti casi non emergono per scarsa sensibilizzazione dei medici e timore di stigmatizzazione.
- Necessità di formazione: i medici competenti devono essere formati a riconoscere precocemente i segnali di disagio psichico.
- Approccio organizzativo integrato: occorre migliorare la comunicazione interna, sviluppare politiche di benessere e prevenzione dei rischi psicosociali, supportare il reinserimento lavorativo e l’“accomodamento ragionevole” per chi soffre di disturbi mentali.
- Utilizzo dei dati: l’analisi dei dati collettivi anonimi (art. 35 D.lgs. 81/08) può orientare interventi mirati.
Le malattie psichiche lavoro-correlate rappresentano un fenomeno sottostimato ma in crescita, con particolare impatto nei settori sanitari e di servizi a contatto con il pubblico. È essenziale migliorare la diagnosi, la segnalazione e l’intervento precoce, promuovendo una cultura organizzativa che protegga la salute mentale attraverso prevenzione, formazione e sostegno al lavoratore.
Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su “SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE”
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