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Integrazione di Fonti e Modelli nell’Analisi degli Infortuni sul Lavoro: Studio per l’Evidenziazione delle Criticità Organizzative Gestionali
Vega Engineering ha pubblicato il documento dell’INAIL “INTEGRAZIONE DI FONTI E MODELLI NELL’ANALISI DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO: STUDIO PER L’EVIDENZIAZIONE DELLE CRITICITÀ ORGANIZZATIVE GESTIONALI” con il quale si sottolinea che gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali continuano a rappresentare un grave problema sociale ed economico. Per affrontare il fenomeno non basta intervenire con soluzioni tecnologiche: occorre analizzare le criticità organizzative che stanno alla base degli eventi e incidono sulla sicurezza dei lavoratori.
Lo studio pubblicato da INAIL propone un approccio innovativo che integra diverse fonti di dati e modelli di analisi. Al centro vi sono il Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi (Infor.MO), che dal 2002 ha registrato oltre 11.000 dinamiche di infortunio con più di 20.500 fattori causali, e il sistema Pre.Vi.S (Prevenzione Vigilanza Soluzioni), che raccoglie oltre 32.000 verbali di prescrizione delle Asl tra il 2014 e il 2023. A questi si aggiunge l’analisi delle sentenze della Corte di Cassazione penale, fonte autorevole che consente di ricostruire le responsabilità e i contesti organizzativi degli incidenti.
La metodologia messa a punto permette di collegare i fattori di rischio prossimi (procedure errate, carenze di macchine, ambienti insicuri) con i fattori gestionali remoti (mancata valutazione del rischio, assenza di formazione, inadeguata vigilanza) e con i processi aziendali previsti dal D. Lgs. 81/2008. L’obiettivo è evidenziare le aree critiche che compromettono la gestione della sicurezza sul lavoro.
L’analisi ha riguardato 300 sentenze relative a infortuni avvenuti tra il 2019 e il 2024: 85 mortali e 215 con esiti gravi o gravissimi. I settori più colpiti risultano edilizia (28,7%), manifatturiero (25,7%) e agricoltura (18,7%). Le dinamiche più frequenti includono cadute dall’alto (31%), contatti con organi in movimento (14,3%) e ribaltamenti di mezzi (10,7%).
Sono stati individuati oltre 600 fattori gestionali critici, principalmente legati a carenze di vigilanza e coordinamento (23,9%), valutazione dei rischi inadeguata (22,9%) e mancanza di formazione (17,1%). La media è di 4,2 cause per singolo infortunio, segno della complessità dei processi che portano all’incidente.
Il documento sottolinea come la prevenzione organizzativa sia fondamentale tanto quanto le misure tecniche. Rafforzare la cultura della sicurezza, definire ruoli chiari, garantire formazione continua e una corretta valutazione dei rischi sono elementi imprescindibili per ridurre il numero di incidenti.
Grazie a questo modello integrato, INAIL offre alle imprese, agli operatori della prevenzione e alle istituzioni uno strumento concreto per comprendere meglio le cause profonde degli infortuni e promuovere interventi più efficaci, soprattutto nelle PMI, dove spesso emergono le maggiori difficoltà di applicazione dei modelli organizzativi.
Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su “SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE”
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