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Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica 2025

L’amianto, materiale un tempo considerato indispensabile per le sue proprietà isolanti e ignifughe, rappresenta oggi una delle principali cause di malattie professionali gravi. La nuova pubblicazione INAIL LE MALATTIE ASBESTO CORRELATE – ANALISI STATISTICA 2025, redatta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, fornisce un quadro aggiornato e approfondito sull’andamento delle patologie e sulle tutele garantite ai lavoratori colpiti e ai loro familiari.

UNA FIBRA KILLER ANCORA PRESENTE NEI DATI SANITARI

Nonostante il bando dell’amianto in Italia risalga al 1992 con la legge n. 257, gli effetti delle esposizioni passate continuano a manifestarsi in quanto il periodo di latenza delle malattie asbesto-correlate può superare i 30-40 anni, motivo per cui il numero di diagnosi rimane elevato.
Nel quinquennio 2020-2024, l’INAIL ha riconosciuto oltre 5.800 casi di malattie professionali asbesto-correlate, con un trend medio annuale di circa 1.160 lavoratori. Il 41% di questi decessi è attribuibile direttamente all’esposizione, e la quota più alta di riconoscimenti riguarda il settore Industria e Servizi (oltre il 98%).

LE PATOLOGIE PIÙ DIFFUSE

Il mesotelioma pleurico, indicato nella classificazione ICD-10 come “tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli”, rappresenta la forma più comune e letale, pari al 40% dei casi nel triennio 2020-2022. Seguono le “altre malattie della pleura” (29%), le “malattie polmonari da agenti esterni” (17%) e i “tumori maligni dell’apparato respiratorio” (13%).
Il dato è ancora più grave nel genere femminile: il 69% delle lavoratrici affette ha ricevuto una diagnosi di mesotelioma, spesso legato a esposizioni indirette o ambientali.

DISTRIBUZIONE TERRITORIALE E SETTORIALE

La Lombardia risulta la regione con il maggior numero di riconoscimenti (203 casi nel 2024), seguita da Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Campania.
Dal punto di vista produttivo, il 74% dei casi riguarda il comparto industriale, con picchi nei settori metalmeccanico e delle costruzioni, dove l’uso dell’amianto è stato storicamente più diffuso.
Nel solo settore metalmeccanico, il mesotelioma rappresenta il 39% dei casi riconosciuti; nelle costruzioni arriva al 53%.

RENDITE E TUTELE

Nel 2024 erano attive quasi 4.000 rendite di inabilità permanente per malattie asbesto-correlate, pari al 4% del totale delle rendite per malattie professionali. L’età media dei beneficiari è di 78 anni e il grado medio di menomazione è pari al 38%.
Un ruolo importante spetta anche al Fondo Vittime dell’Amianto, istituito presso l’INAIL per assicurare un sostegno economico aggiuntivo ai malati e ai familiari dei lavoratori deceduti.

UN IMPEGNO COSTANTE PER LA TUTELA DELLA SALUTE

La Direttiva si inserisce in una visione di “gestione integrata del ciclo dell’amianto”, che considera non solo la sicurezza dei lavoratori ma anche la sostenibilità ambientale e l’economia circolare.
L’obiettivo è garantire che le operazioni di rimozione e trattamento dei MCA si svolgano in modo sicuro e tracciabile, minimizzando la produzione di rifiuti pericolosi e incentivando tecnologie di inertizzazione e recupero. Inoltre, la norma promuove la sinergia con le politiche di efficienza energetica, poiché molte ristrutturazioni edilizie legate al Piano europeo per la transizione ecologica comportano il rischio di liberazione di fibre da materiali vetusti.
Il principio guida diventa quindi “ristrutturare in sicurezza”.

Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca sul seguente link: RISCHIO CHIMICO CANCEROGENO MUTAGENO

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