Skip to content

La Direttiva Europea 2023/2668: contenuti e novità sulla tutela dei lavoratori esposti ad amianto

L’INAIL, attraverso il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT), ha pubblicato un approfondito documento tecnico dedicato alla Direttiva Europea (UE) 2023/2668: “LA DIRETTIVA EUROPEA 2023/2668: CONTENUTI E NOVITÀ SULLA TUTELA DEI LAVORATORI ESPOSTI AD AMIANTO”. La pubblicazione ha l’obiettivo di illustrare le novità normative e scientifiche introdotte dalla Direttiva e di fornire strumenti interpretativi e gestionali per migliorare la prevenzione del rischio amianto nei luoghi di lavoro.
L’amianto, bandito in Europa da vent’anni, resta tuttavia un problema sanitario e ambientale di estrema attualità: si stima che oltre 7 milioni di lavoratori europei siano ancora potenzialmente esposti a fibre aerodisperse durante attività di manutenzione, demolizione e bonifica.
La Direttiva si inserisce nel più ampio quadro del Green Deal europeo e della strategia “Renovation Wave”, che mira a ristrutturare oltre 35 milioni di edifici entro il 2030 per affrontare in modo sistematico l’eredità dell’amianto presente in gran parte del patrimonio edilizio europeo.

IL RUOLO DELL’INAIL-DIT NELLA GESTIONE DEL RISCHIO AMIANTO

Il Dipartimento INAIL-DIT, attraverso il suo Laboratorio VII, da anni è impegnato nello sviluppo di metodi, procedure e modelli per la valutazione del rischio da sostanze pericolose, tra cui l’amianto. L’attività comprende:

  • contributi tecnico-scientifici al legislatore nazionale ed europeo;
  • campagne di monitoraggio ambientale e sopralluoghi nei siti contaminati;
  • redazione di linee guida e buone prassi per la bonifica e la protezione dei lavoratori;
  • attività di formazione rivolta a operatori e organi di vigilanza (ASL, ISPRA, ARPA);
  • studi di mappatura georiferita e telerilevamento di aree a rischio.

La partecipazione del DIT ai lavori del Gruppo di lavoro consiliare “Questioni sociali” ha contribuito alla stesura tecnica della Direttiva 2023/2668, garantendo che il nuovo testo normativo rispecchiasse gli standard scientifici più aggiornati e le esigenze operative degli Stati membri.

IL CONTESTO EPIDEMIOLOGICO E AMBIENTALE

L’amianto è un gruppo di sei minerali fibrosi (crisotilo, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, antofillite) che, se inalati, causano patologie gravi e spesso letali come asbestosi, mesotelioma pleurico e tumori polmonari. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) li ha classificati come cancerogeni di categoria 1A, mentre il regolamento europeo CLP (CE n.1272/2008) ne conferma la tossicità per esposizione cronica (H350 e H372). Nonostante il bando totale dell’amianto dal 2005, il rischio è tutt’altro che eliminato:

  • l’85% del patrimonio edilizio europeo è stato costruito prima del 2001;
  • si stimano oltre 220 milioni di strutture che contengono materiali con amianto (MCA);
  • il volume complessivo di MCA in Europa supera i 100 milioni di tonnellate.

L’Italia è tra i Paesi a rischio medio-alto, con circa 100.000 siti censiti contaminati e un vasto utilizzo storico di cemento-amianto nel settore edilizio e industriale.

IL NUOVO QUADRO NORMATIVO EUROPEO

La Direttiva 2023/2668, da recepire entro dicembre 2025, aggiorna e sostituisce la precedente Direttiva 2009/148/CE, introducendo misure più stringenti di protezione, monitoraggio e formazione per i lavoratori. Le novità principali riguardano:

  1. Riduzione del valore limite di esposizione (OEL)
    • da 0,1 fibre/cm³ (in vigore dal 2003) a 0,01 fibre/cm³, pari a una riduzione del 90% (in linea con Olanda e Danimarca) ed
    • entro 8 anni dall’entrata in vigore, il valore scenderà a 0,002 fibre/cm³ con l’introduzione della microscopia elettronica (TEM) come metodo di riferimento.
  2. Nuovi metodi di misurazione
    • la microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF) sarà sostituita dal microscopio elettronico a trasmissione, più preciso nel rilevare le fibre ultrafini (<0,2 µm).
  3. Valutazione preventiva del rischio
    • i datori di lavoro dovranno effettuare una mappatura preventiva della presenza di MCA prima di ogni intervento di manutenzione, ristrutturazione o demolizione.
    • L’identificazione tardiva di MCA comporterà sanzioni e la sospensione delle attività fino alla messa in sicurezza dell’area.
  4. Formazione e qualificazione degli operatori
    • obbligo di formazione specifica e periodica per tutto il personale addetto alle bonifiche e ai lavori in ambienti potenzialmente contaminati;
    • introduzione di programmi formativi armonizzati a livello UE, con moduli su valutazione del rischio, DPI, tecniche di confinamento e gestione dei rifiuti.
  5. Sorveglianza sanitaria prolungata
    • monitoraggio sanitario dei lavoratori esposti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, per un periodo minimo di 40 anni.
  6. Registri e tracciabilità
    • creazione di un registro europeo degli edifici contenenti amianto, con mappatura georiferita dei siti bonificati e in bonifica;
    • implementazione di banche dati interoperabili tra Stati membri, per la raccolta di informazioni sanitarie e ambientali.

IMPLICAZIONI PER L’ITALIA

Il recepimento della Direttiva 2023/2668 comporterà un aggiornamento sostanziale del Titolo IX, Capo III del D. Lgs. 81/2008, nonché delle metodologie analitiche attualmente basate su MOCF.
L’Italia, già pioniera con la Legge 257/1992, dovrà adeguare:

  • i limiti di esposizione (oggi 0,1 f/cm³);
  • le procedure di valutazione e bonifica (DM 6 settembre 1994, DM 14 maggio 1996);
  • i criteri di classificazione e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto (RCA), secondo quanto previsto dal D.lgs. 152/2006 e dal DM 248/2004.
  • piani regionali di bonifica (PRB)
  • mappatura nazionale estesa alle infrastrutture ancora escluse (reti idriche in cemento-amianto, suoli contaminati naturali e siti militari dismessi).

L’APPROCCIO STRATEGICO EUROPEO: SALUTE, AMBIENTE E GREEN DEAL

La Direttiva si inserisce in una visione di “gestione integrata del ciclo dell’amianto”, che considera non solo la sicurezza dei lavoratori ma anche la sostenibilità ambientale e l’economia circolare.
L’obiettivo è garantire che le operazioni di rimozione e trattamento dei MCA si svolgano in modo sicuro e tracciabile, minimizzando la produzione di rifiuti pericolosi e incentivando tecnologie di inertizzazione e recupero. Inoltre, la norma promuove la sinergia con le politiche di efficienza energetica, poiché molte ristrutturazioni edilizie legate al Piano europeo per la transizione ecologica comportano il rischio di liberazione di fibre da materiali vetusti.
Il principio guida diventa quindi “ristrutturare in sicurezza”.

Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca sul seguente link: RISCHIO CHIMICO CANCEROGENO MUTAGENO

Documenti correlati

  • La direttiva europea 2023/2668 contenuti e novità sulla tutela dei lavoratori esposti ad amiantoAccedi per scaricare

Iscriviti alla nostra
Newsletter

Notizie, Modulistica e Linee Guida gratuite per rimanere sempre aggiornato sulle novità legislative e normative