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MORTI SUL LAVORO IN VENETO NEL 2025: 111 LE VITTIME TOTALI, 32 IN PIÙ RISPETTO AL 2024. LA REGIONE CHIUDE L’ANNO IN ZONA ARANCIONE.

Mestre, 4 febbraio 2026

MORTI SUL LAVORO IN VENETO NEL 2025: 111 LE VITTIME, 32 IN PIÙ DEL 2024 (+40,5%). QUASI 10 MORTI AL MESE.
A VERONA VA LA MAGLIA NERA PER INFORTUNI MORTALI TOTALI, MENTRE A VENEZIA E A VICENZA QUELLA PER LE VITTIME IN OCCASIONE DI LAVORO.
COSÌ IL VENETO CHIUDE L’ANNO IN ZONA ARANCIONE.

Oltre il 40% delle vittime del 2025 è di origine straniera. La regione è seconda in Italia per numero di decessi totali, preceduta solo dalla Lombardia. Verona si conferma anche a fine dicembre la provincia più colpita, seguita da Venezia, Padova e Vicenza. Ma l’incidenza di mortalità più elevata viene registrata a Rovigo. Il Veneto alla fine del 2025 si colloca in zona arancione.

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI DICEMBRE 2025
“I numeri raccontano una vera e propria strage di lavoratori in Veneto. Un bilancio di fine anno drammatico che emerge dall’analisi dei numeri assoluti delle vittime, ma anche dall’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa che colloca la regione in zona arancione, con un indice superiore alla media nazionale. Da gennaio a dicembre 2025 sono 111 le vittime sul lavoro, 32 in più rispetto a dicembre 2024. La regione è seconda in Italia per numero di decessi totali dopo la Lombardia e terza per numero di morti in occasione di lavoro. Un’istantanea davvero allarmante, soprattutto se si osservano i decessi in occasione di lavoro, perché sono quelli che svelano le fragilità e le lacune della sicurezza sul lavoro nel nostro Paese. In Veneto, purtroppo, sono proprio le vittime in occasione di lavoro ad essere aumentate in modo più che significativo (+40,7%)”.
Questo il commento dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, in merito all’ultima analisi dell’emergenza realizzata dal proprio team di esperti che documenta un anno di infortuni mortali sul lavoro nella regione.

IL RISCHIO DI MORTE IN VENETO NEL 2025: SUL PODIO ROVIGO, VENEZIA E VICENZA
Per individuare le aree più fragili dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio, rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona arancione, nella quale si colloca attualmente il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.

A fine dicembre 2025, il rischio di infortunio mortale in Veneto (34,1 morti per milione di occupati) risulta superiore alla media del Paese, pari a 33,3. Rovigo, con il dato più alto della regione (indice di 70,2), si colloca in zona rossa insieme a Venezia (43,4). In zona arancione si trova Vicenza (41,0), in zona gialla Verona (32,2) e Padova (29,2), mentre in zona bianca ci sono Belluno (22,3) e Treviso (19,9).

INFORTUNI TOTALI MORTALI NEL 2025: 32 VITTIME IN PIÙ RISPETTO AL 2024
Sono 111 i decessi rilevati in tutto il 2025(contro i 79 del 2024): 76 in occasione di lavoro (22 in più dello scorso anno) e 35 in itinere (10 in più del 2024).
È Verona a conquistarela maglia nera per numero di vittime totali (24), seguita da Venezia (22), Vicenza e Padova (19), Treviso (16), Rovigo (8) e Belluno (3). Venezia e Vicenza, invece, guidano la classifica delle vittime in occasione di lavoro (16). Seguono: Verona (14), Padova (13), Treviso (8), Rovigo (7) e Belluno (2).

DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI NEL 2025 IN AUMENTO
Alla fine di dicembre 2025 le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024: erano 70.186 e ora sono 71.867.

La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (14.358), seguita da: Padova (14.115), Vicenza (13.138), Treviso (13.027), Venezia (12.229), Belluno (2.881) e Rovigo (2.119).

INFORTUNI DEL 2025 PER GENERE E NAZIONALITÀ
Sono 24.432 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (19.066 in occasione di lavoro) e 47.435 quelle degli uomini (41.171 in occasione di lavoro), mentre sono 8 le donne che hanno perso la vita da gennaio a dicembre 2025: 3 in occasione di lavoro e 5 in itinere.
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 19.072, di queste, 15.817 sono state registrate in occasione di lavoro. Si registrano 45 lavoratori stranieri deceduti (su un totale di 111), 30 dei quali in occasione di lavoro.

L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA RESTA IL SETTORE PIÙ COLPITO
Alla fine di dicembre 2025 le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (13.122). Seguono i settori: Costruzioni (4.612), Commercio (4.149), Trasporti e Magazzinaggio (3.625) e Sanità (3.411).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA
La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering
Ufficio Stampa
Dott.ssa Annamaria Bacchin
Centro Direzionale Terraglio Uno – Via Don F. Tosatto 151 – Mestre (VE)
Tel 041 988696
www.vegaengineering.com

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