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INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO: 823 VITTIME DA GENNAIO A SETTEMBRE 2026, +5,0 % RISPETTO AL 2025

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Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nei primi nove mesi del 2026 si registrano in Italia 823 vittime sul lavoro di cui 595 in occasione di lavoro e 228 in itinere, nel tragitto casa-lavoro.
Nello stesso periodo del 2025 si erano registrati 784 decessi complessivi, di cui 575 in occasione di lavoro.
Il confronto evidenzia quindi, nei primi nove mesi del 2026, un aumento +5,0% delle vittime complessive e del 3,5% delle vittime avvenute in occasione di lavoro.

In aumento anche gli infortuni mortali in itinere, che passano da 209 a 228 casi, +9,1%.

Per consultare tutti i dati sugli infortuni di settembre 2026 e per scaricare gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, CLICCA QUI!

INCIDENZA MEDIA NAZIONALE E DISTRIBUZIONE REGIONALE

L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale, calcolata nel periodo gennaio-settembre 2026, si attesta a 24,7 vittime per milione di occupati, in aumento rispetto al valore di 24,0 registrato nello stesso periodo del 2025.

Zona e criterio di incidenza infortunisticaRegioni con indice di incidenza
Zona rossa – incidenza > 125% della media nazionaleSicilia (36,9), Calabria (35,6), Basilicata (35,0), Campania (34,0)
Zona arancione – incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionalePuglia (30,0), Piemonte (28,5), Liguria (27,6), Veneto (26,3), Trentino Alto-Adige (25,2)
Zona gialla – incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionaleMarche (24,6), Sardegna (23,4), Toscana (23,4), Emilia Romagna (22,7), Umbria (21,2), Molise (18,6), Lazio (18,5)
Zona bianca – incidenza < 75% della media nazionaleLombardia (18,4), Valle d’Aosta (17,5), Abruzzo (15,6), Friuli Venezia Giulia (15,2)


Con l’esclusione delle vittime in itinere, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in valore assoluto con 84 decessi, pari al 14,1% del totale nazionale.

I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI

Analizzando i 595 decessi avvenuti in occasione di lavoro, anche a settembre 2026, il settore più pericoloso si conferma quello delle Costruzioni con 101 vittime, pari al 17,0% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 80 casi e da Attività Manifatturiere con 73 casi.

PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ

Nel periodo gennaio-settembre 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 552 uomini e 43 donne. Il divario di genere è ancora più importante: 39,9 il valore dell’incidenza per gli uomini contro 4,2 per le donne.

Sul piano della nazionalità, 436 sono lavoratori italiani e 159 stranieri il cui indice di incidenza risulta più del triplo: 61,5 contro 20,3 degli italiani.

La fascia d’età più colpita in valore assoluto rimane quella tra i 55 e i 64 anni, con 208 vittime pari 35,0% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 154 casi.

CONSULTA I DATI COMPLETI

Per accedere ai dati completi sugli infortuni sul lavoro aggiornati al 30/09/2026 elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega consulta il Report “STATISTICHE INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO” dove si potrà analizzare anche il Report Annuale 2025.

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO

Scarica gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro in Italia

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