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INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO: 595 VITTIME DA GENNAIO A LUGLIO 2026, -2,0 % RISPETTO AL 2025

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Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nei primi sette mesi del 2026 si registrano in Italia 595 vittime sul lavoro di cui 430 in occasione di lavoro e 165 in itinere, nel tragitto casa-lavoro.
Nello stesso periodo del 2025 si erano registrati 607 decessi complessivi, di cui 437 in occasione di lavoro.
Il confronto evidenzia quindi, nei primi sette mesi del 2026, una diminuzione del 2,0% delle vittime complessive e del 1,6% delle vittime avvenute in occasione di lavoro.

In diminuzione anche gli infortuni mortali in itinere, che passano da 170 a 165 casi (-2,9%).

Per consultare tutti i dati sugli infortuni di luglio 2026 e per scaricare gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, CLICCA QUI!

INCIDENZA MEDIA NAZIONALE E DISTRIBUZIONE REGIONALE

L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale, calcolata nel periodo gennaio-luglio 2026, si attesta a 17,8 vittime per milione di occupati, in calo rispetto al valore di 18,3 registrato nello stesso periodo del 2025.

Zona e criterio di incidenza infortunisticaRegioni con indice di incidenza
Zona rossa – incidenza > 125% della media nazionaleCalabria (30,3), Sicilia (23,5), Campania (23,2), Liguria (23,0), Puglia (22,3)
Zona arancione – incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionaleTrentino Alto-Adige (21,4), Veneto (20,0), Toscana (18,6), Molise (18,6)
Zona gialla – incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionalePiemonte (17,2), Marche (16,9), Emilia Romagna (16,4), Umbria (15,9), Sardegna (15,1), Basilicata (15,0), Lombardia (14,5), Abruzzo (13,7)
Zona bianca – incidenza < 75% della media nazionaleLazio (12,8), Friuli Venezia Giulia (11,4).
La Valle d’Aosta non registra casi.


Con l’esclusione delle vittime in itinere, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in valore assoluto con 66 decessi, pari al 15,3% del totale nazionale.

I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI

Analizzando i 430 decessi avvenuti in occasione di lavoro, anche a luglio 2026, il settore più pericoloso si conferma quello delle Costruzioni con 76 vittime, pari al 17,7% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 55 casi e da Attività Manifatturiere con 50 casi.

PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ

Nel periodo gennaio-luglio 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 401 uomini e 29 donne. Il divario di genere è ancora più importante: 29,0 il valore dell’incidenza per gli uomini contro 2,8 per le donne.

Sul piano della nazionalità, 309 sono lavoratori italiani e 121 stranieri il cui indice di incidenza risulta più del triplo: 46,8 contro 14,4 degli italiani.

La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime pari 35,6% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 112 casi.

CONSULTA I DATI COMPLETI

Per accedere ai dati completi sugli infortuni sul lavoro aggiornati al 30/07/2026 elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega consulta il Report “STATISTICHE INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO” dove si potrà analizzare anche il Report Annuale 2025.

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO

Scarica gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro in Italia

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