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MORTI SUL LAVORO IN VENETO NEL PRIMO QUADRIMESTRE DEL 2026: 36 VITTIME, +33,3% RISPETTO AL 2025. LA REGIONE RESTA IN ZONA ROSSA

Comunicato stampa
Mestre, 5 giugno 2026

MORTI SUL LAVORO IN VENETO NEL PRIMO QUADRIMESTRE DEL 2026: 36 VITTIME, +33,3% RISPETTO AL 2025.

LA REGIONE RIMANE IN ZONA ROSSA ED È SECONDA SOLO ALLA LOMBARDIA PER DECESSI.

Padova, Verona e Vicenza record negativo per numero di vittime totali, seguite da Treviso, Belluno, Venezia e Rovigo. Più di un terzo sono vittime straniere. In aumento il numero degli infortuni: più di 24 mila.

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI APRILE 2026 

“Il Veneto rimane in zona rossa, con una situazione in netto peggioramento rispetto al mese precedente. Alla fine del primo quadrimestre si contano 36 vittime sul lavoro: 26 in occasione di lavoro e 10 in itinere. Nel 2025, nello stesso periodo, erano 27; si registra, quindi, un aumento del 33,3%. Un quadro che mantiene il Veneto in zona rossa e che racconta, purtroppo, un’emergenza irrisolta. A preoccupare non è soltanto il numero delle vittime, ma anche la persistenza di un rischio di morte superiore alla media nazionale e la crescita complessiva degli infortuni denunciati. Sono segnali che raccontano un sistema ancora esposto a forti criticità, nel quale prevenzione, formazione e controlli devono essere rafforzati con continuità, soprattutto nei territori e nei settori più fragili.” L’Ing. Mauro Rossato, alla guida dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, commenta con queste parole i risultati dell’ultimo monitoraggio condotto dal suo gruppo di specialisti.

IL RISCHIO DI MORTE IN VENETO AD APRILE 2026: CINQUE PROVINCE SU SETTE IN ZONA ROSSA

Per individuare le aree più a rischio dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona rossa, nella quale si colloca attualmente il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.

A fine aprile 2026, il rischio di infortunio mortale in Veneto (11,8 morti per milione di occupati) risulta ben superiore rispetto alla media del Paese, pari a 8,1. Belluno fa rilevare il dato più alto della regione (indice di 22,7) e si colloca in zona rossa insieme a Vicenza (15,6), Padova (13,7), Verona (11,9) e Rovigo (10,4). Treviso è in zona arancione (10,1) mentre l’unica provincia in zona bianca è Venezia (con indice pari a 5,3).

INFORTUNI TOTALI MORTALI A FINE APRILE 2026
Sono 36 i decessi rilevati a fine aprile 2026 (9 in più del 2025), 26 dei quali registrati in occasione di lavoro (5 in più dello scorso anno). Si contano 7 vittime in provincia di Padova, Verona e Vicenza, seguite da Treviso (5), Belluno e Venezia (4), Rovigo (2).

DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI AD APRILE 2026: IN AUMENTO DEL 3,7%
Alla fine di aprile 2026 le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto al 2025: erano 23.350 e ora sono 24.220.
La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (4.767), seguita da: Padova (4.738), Vicenza (4.598), Treviso (4.400), Venezia (3.971), Belluno (1.053) e Rovigo (693).

INFORTUNI PER GENERE E NAZIONALITÀ NEI PRIMI QUATTRO MESI DEL 2026
Sono 8.414 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (6.673 in occasione di lavoro)e 15.806 quelle degli uomini (13.981 in occasione di lavoro).
Le denunce dei lavoratori stranieri ammontano a 6.073, delle quali 5.088si sono verificate in occasione di lavoro. Su 36 lavoratori deceduti in regione, 14 sono vittime straniere.

L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA RESTA IL SETTORE PIÙ COLPITO
Alla fine di aprile 2026le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (4.017). Seguono i settori: Costruzioni (1.430), Commercio (1.249), Trasporto e Magazzinaggio (1.066) e Sanità (1.053).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA
La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering
Ufficio Stampa
Dott.ssa Annamaria Bacchin
Centro Direzionale Terraglio Uno – Via Don F. Tosatto 151 – Mestre (VE)
Tel 041 988696
www.vegaengineering.com

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