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MORTI IN OCCASIONE DI LAVORO: 72 VITTIME NEI PRIMI DUE MESI DEL 2026. CALO DEL 28,7% RISPETTO AL 2025

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Nei primi due mesi del 2026 si registrano 72 morti in occasione di lavoro in Italia, in significativa diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le vittime erano state 101. Il calo è pari al -28,7%, secondo l’elaborazione dei dati ufficiali INAIL.

Se si considerano anche gli infortuni in itinere, il totale dei decessi sale a 102 casi, contro i 138 dello scorso anno, con una riduzione complessiva del -26,1%.

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DIMINUISCONO I DECESSI IN OCCASIONE DI LAVORO

Analizzando nel dettaglio le modalità di accadimento degli infortuni mortali, emerge che:

  • i decessi in occasione di lavoro passano da 101 a 72 (-28,7%)
  • in diminuzione anche gli incidenti in itinere, che passano da 37 a 30 (-18,9%)

In totale, quindi, il calo degli infortuni è pari al -26,1%, essendo passati da 138 decessi nel primo bimestre 2025 a 102 nel primo bimestre 2026.

INDICE DI INCIDENZA IN CALO: DA 4,2 NEL 2025 A 3,0 NEL 2026

L’indice di incidenza nazionale, che misura il numero di morti ogni milione di occupati, scende da 4,2 di febbraio 2025 a 3,0 di febbraio 2026, evidenziando un miglioramento complessivo del fenomeno.

Tuttavia, permangono forti differenze territoriali. Le regioni con incidenza più elevata che si trovano in zona rossa (incidenza >25% rispetto alla media nazionale) risultano:

  • Molise (9,3)
  • Liguria (6,1)
  • Toscana (5,4)
  • Campania (4,5)
  • Sicilia (4,0)
  • Piemonte (3,8)

Al di sotto della media nazionale (3,0) si collocano invece, in zona gialla:

  • Lazio (2,9)
  • Lombardia (2,8)
  • Veneto (2,7)
  • Umbria (2,6)
  • Puglia (2,3)

Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Marche sono in zona bianca, con valori di incidenza che variano da 1,9 a 1,5.

Senza vittime in occasione di lavoro troviamo: Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta.

I SETTORI DI ATTIVITÀ PIÙ COLPITI

Dal punto di vista settoriale, i dati evidenziano una maggiore concentrazione di casi nei comparti tradizionalmente più esposti al rischio:

  • Trasporto e magazzinaggio: 13 decessi
  • Costruzioni e Attività manifatturiere: 9 decessi ciascuno

PREVALGONO GLI UOMINI E AUMENTANO I RISCHI CON L’ETÀ

La quasi totalità delle vittime in occasione di lavoro è rappresentata da uomini: 67 casi su 72, contro 5 donne. Stessa situazione se si fa riferimento al totale dei decessi sul lavoro (in occasione di lavoro+in itinere): 94 vittime su 102 sono maschi, contro 8 donne.

L’analisi per fasce d’età mostra inoltre un aumento significativo dell’incidenza con l’avanzare dell’età, con valori più elevati tra i lavoratori over 65 (indice di incidenza pari a 12,7).

STRANIERI PIÙ ESPOSTI AL RISCHIO

Particolarmente rilevante il dato relativo alla nazionalità: i lavoratori stranieri presentano un indice di incidenza pari a 8,1, nettamente superiore a quello degli italiani (2,4), confermando una maggiore esposizione al rischio per questa categoria di lavoratori.

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO

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