Skip to content

Campionamento di polveri inalabili e respirabili

Vega Engineering ha pubblicato il documento dell’INAIL “CAMPIONAMENTO DI POLVERI INALABILI E RESPIRABILI” nel quale si sottolinea che la presenza di polveri aerodisperse negli ambienti di lavoro rappresenta uno dei principali rischi per la salute dei lavoratori, in particolare per l’apparato respiratorio.

LE FRAZIONI DI POLVERI SECONDO LA NORMA UNI EN 481:1994

La gravità dell’esposizione dipende sia dalle dimensioni delle particelle sia dalle loro proprietà chimico-mineralogiche: le prime determinano la capacità di penetrazione nei diversi tratti dell’apparato respiratorio, mentre le seconde influenzano l’accumulo o la solubilizzazione nell’organismo.
La norma UNI EN 481:1994 distingue tre frazioni granulometriche in base alla dimensione: inalabile (<100 μm), toracica (<10 μm) e respirabile (<4 μm). In base alla deposizione, le particelle possono fermarsi nella regione naso-faringea (extra-toracica), tracheo-bronchiale (toracica) o raggiungere gli alveoli polmonari (respirabile).

STRUMENTI E METODI DI CAMPIONAMENTO DELLE POLVERI

Il documento INAIL analizza i criteri e i dispositivi di campionamento per le frazioni inalabili e respirabili. Per la prima, i selettori comunemente usati sono CIS, a conetti, “seven hole”, Button e IOM (Inhalable Outlet Mouthpiece), che catturano le particelle aspirandole attraverso un orifizio frontale e depositandole su un filtro. L’efficienza dipende dalle caratteristiche geometriche dell’orifizio e dalla velocità dell’aria, parametro critico soprattutto nelle attività all’aperto.

Per la frazione respirabile, invece, i dispositivi più diffusi sono i cicloni, che separano le particelle in base alla forza centrifuga, e gli impattori, che sfruttano l’impatto progressivo su superfici con fori di dimensioni decrescenti. Un’ulteriore tipologia impiega tamponi di schiuma poliuretanica a diversa porosità, che trattengono le particelle più grossolane e raccolgono la frazione respirabile sul filtro finale.

Queste tecniche hanno applicazioni concrete nella prevenzione di esposizioni a sostanze pericolose. Tra le più rilevanti vi sono le polveri di legno duro, riconosciute cancerogene dall’IARC e soggette a limiti di esposizione sempre più restrittivi (2 mg/m³ dal 2023), e la silice libera cristallina, classificata cancerogena dalla direttiva (UE) 2017/2398, che prevede un valore limite di esposizione di 0,1 mg/m³ recepito in Italia dal d.lgs. 44/2020.

L’utilizzo di metodi di campionamento corretti è quindi fondamentale per monitorare e gestire il rischio, consentendo ai datori di lavoro di adottare misure di prevenzione e protezione efficaci e al medico competente di svolgere una sorveglianza sanitaria mirata.

La pubblicazione INAIL offre un quadro tecnico-scientifico aggiornato e di immediata applicazione, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della sicurezza e garantire ambienti di lavoro più sani per i lavoratori esposti a polveri potenzialmente nocive.

Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su RISCHIO CHIMICO CANCEROGENO MUTAGENO

Documenti correlati

Iscriviti alla nostra
Newsletter

Notizie, Modulistica e Linee Guida gratuite per rimanere sempre aggiornato sulle novità legislative e normative