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La Stampa 3D e le Implicazioni per la Salute dei Lavoratori: Lavorare in Sicurezza con le Nuove Tecnologie
Vega Engineering ha pubblicato il documento dell’INAIL “LA STAMPA 3D E LE IMPLICAZIONI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI: LAVORARE IN SICUREZZA CON LE NUOVE TECNOLOGIE”.
La stampa 3D è stata definita la tecnologia che rivoluzionerà l’industria, grazie alla capacità di realizzare prototipi e oggetti in modo rapido ed economico. Dal settore aerospaziale a quello automobilistico, fino all’ambito medicale, la produzione additiva (Additive Manufacturing, AM) è sempre più diffusa e il mercato delle stampanti 3D cresce a ritmo sostenuto.
Se da un lato questa tecnologia offre vantaggi in termini di innovazione, dall’altro pone nuove sfide per la salute e sicurezza dei lavoratori. I rischi derivano soprattutto dai materiali impiegati e dalle emissioni generate durante i processi di stampa.
I materiali plastici come ABS (Acrilonitrile-Butadiene-Stirene), PLA (acido polilattico) e poliammide, molto usati nelle stampanti a estrusione, possono rilasciare composti organici volatili (VOC) e particelle ultrafini < 100nm (UFP), con effetti nocivi sull’apparato respiratorio, cardiovascolare e sul sistema nervoso. L’ABS, in particolare, è un forte emettitore di stirene, sostanza potenzialmente cancerogena.
La stampa con materiali metallici come polveri di acciaio, titanio e leghe speciali, comporta il rilascio di nanoparticelle e particolato fine, difficilmente eliminabili dall’organismo e associati a rischi tossici. Analoghe criticità emergono con l’uso di nanomateriali (ossidi, nanotubi di carbonio, grafene), che presentano proprietà innovative ma anche effetti biologici ancora poco noti.
Un ulteriore ambito è la biostampa, che utilizza cellule e biomateriali per produrre tessuti. Qui, oltre ai rischi legati a VOC e polveri, si aggiungono quelli di contaminazione microbica e di esposizione ad aerosol biologici.
Gli studi più recenti segnalano casi di asma lavoro-correlata e di ipersensibilità polmonare in operatori esposti, oltre a variazioni nei biomarcatori infiammatori anche in soggetti sani.
Con l’aumento delle stampanti in ambienti chiusi, la concentrazione di inquinanti potrebbe crescere, rendendo necessarie misure di prevenzione mirate.
Il fact sheet INAIL richiama l’art. 15 del D. Lgs. 81/2008, che impone di ridurre i rischi alla fonte e di adottare misure tecniche e organizzative: ventilazione adeguata, sistemi di aspirazione, confinamento delle polveri, uso di DPI (maschere FFP2, guanti, occhiali protettivi).
Fondamentale è anche la formazione dei lavoratori, affinché siano consapevoli dei pericoli e delle corrette procedure di sicurezza.
Sebbene l’impatto quotidiano della stampa 3D sui lavoratori sia oggi limitato, la rapida evoluzione tecnologica e l’introduzione di nuovi materiali rendono necessario un approccio preventivo, capace di garantire innovazione sicura e tutela della salute.
Per scaricare ulteriori linee guida sull’argomento, clicca su RISCHIO CHIMICO CANCEROGENO MUTAGENO
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