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Linee guida sull’utilizzo di fibre sostitutive dell’amianto di nuova generazione e tutela della salute nell’esposizione occupazionale
Il documento “Utilizzo di fibre sostitutive dell’amianto di nuova generazione e tutela della salute nell’esposizione occupazionale: nuove evidenze da studi in vitro” dell’INAIL analizza le fibre artificiali vetrose (FAV) e le fibre policristalline (PCW), impiegate oggi come alternative all’amianto, vietato in Italia dal 1992 per la sua comprovata pericolosità.
Le FAV di nuova generazione, come le AES (Alkaline Earth Silicate wools) e le HT (High Temperature wools), sono progettate per essere meno persistenti nei polmoni e quindi potenzialmente meno dannose. Tuttavia, l’esposizione professionale durante produzione, installazione, smaltimento e demolizione resta una fonte di rischio per i lavoratori.
Lo studio analizza anche le PCW, fibre altamente resistenti al calore usate in ambienti estremi, come forni industriali o catalizzatori diesel. Rispetto alle vecchie fibre ceramiche refrattarie (FCR), le PCW mostrano minore tossicità, ma non sono esenti da effetti ossidativi e infiammatori.
Due recenti studi in vitro condotti su cellule polmonari umane hanno dimostrato che sia le PCW che le AES possono causare danni al DNA, stress ossidativo e risposta infiammatoria, pur in misura diversa. Le fibre con maggior contenuto di ossidi alcalino-terrosi risultano meno persistenti e quindi più sicure, ma non prive di rischio.
L’INAIL sottolinea l’importanza di continuare la ricerca, soprattutto in modelli cellulari più complessi, e invita ad adottare misure precauzionali, come:
- uso di DPI adeguati,
- ventilazione controllata,
- gestione sicura di materiali in fase di lavorazione o demolizione
Nonostante queste fibre siano ritenute sicure, il loro profilo tossicologico non è ancora pienamente definito. Servono studi di biomonitoraggio su chi le maneggia quotidianamente, in particolare in edilizia, manutenzione e industria.
Clicca di seguito per visualizzare ulteriori linee guida del settore “SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE”
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