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MISURAZIONE DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI NEI LUOGHI DI LAVORO: IL SERVIZIO DI CONSULENZA DI VEGA ENGINEERING
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La misurazione dei campi elettromagnetici è un’attività tecnica indispensabile per effettuare una corretta valutazione del rischio da campi elettromagnetici (CEM) nei luoghi di lavoro. La normativa vigente, in particolare il D. Lgs. 81/08 aggiornato con il D. Lgs. 159/2016 (che ha recepito la Direttiva 2013/35/UE), impone al datore di lavoro l’obbligo effettuare una valutazione del rischio per la salute e sicurezza dei propri lavoratori esposti a campi elettromagnetici, nel rispetto dei criteri e dei limiti individuati dal D. Lgs. 81/08.
Questa valutazione comprende misurazioni campi elettromagnetici, l’utilizzo di misuratore campi elettromagnetici, il confronto con i valori di riferimento e l’applicazione di misure correttive. La disponibilità di strumenti per misura campi elettromagnetici, competenze tecniche e la capacità di misurare campi elettromagnetici con precisione sono elementi fondamentali per un’analisi efficace e conforme alla normativa.
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CAMPI ELETTROMAGNETICI: COME VALUTARE IL RISCHIO
Il D. Lgs. 159/2016 ha recepito la Direttiva 2013/35/UE, modificando il Capo IV del Titolo VIII del D. Lgs. 81/08. Pertanto, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare una valutazione del rischio per la salute e sicurezza dei propri lavoratori esposti a campi elettromagnetici secondo i criteri e i limiti individuati dal D. Lgs. 81/08. È infatti riconosciuto dalla più autorevole bibliografia (in particolare dall’ICNIRP) che i campi elettromagnetici determinano effetti sull’uomo per esposizione acute.
DOVE SONO PRESENTI I CAMPI ELETTROMAGNETICI?
I campi elettromagnetici sono presenti ovunque nel nostro ambiente, anche se invisibili all’occhio umano. Essi possono derivare dal fondo naturale terrestre o da eventi naturali (come ad esempio un fulmine), ma anche da fonti create dall’uomo:
- impianti per trasmettere informazioni (radio-TV, telefonia mobile);
- impianti di trasporto e trasformazione dell’energia elettrica (elettrodotti);
- apparati biomedicali;
- impianti industriali;
- dispositivi elettrici ed elettrodomestici.
I campi elettromagnetici si propagano sotto forma di onde. Per la misurazione dei campi elettromagnetici, viene definito un parametro, detto frequenza (Hz), che indica quante oscillazioni l’onda elettromagnetica compie in un secondo L’unità di misura della frequenza è l’Hertz (1 Hz equivale a una oscillazione al secondo).
Secondo ISPRA sulla base della frequenza di oscillazione si distinguono:
- campi elettrici e magnetici statici (0 Hz);
- frequenze estremamente basse (fino a 300 Hz);
- frequenze intermedie (300 Hz – 10 MHz);
- radiofrequenze e microonde (10 MHz – 300 GHz).
Questa distinzione è importante perché i meccanismi di interazione con i tessuti biologici e quindi le possibili conseguenze correlabili all’esposizione umana (effetti sulla salute), variano in base alla frequenza di emissione.
COME CENSIRE LE SORGENTI DI CAMPI ELETTROMAGNETICI PERICOLOSE?
Per aiutarti nel censimento delle sorgenti, Vega Engineering mette a disposizione una check list di controllo “Censimento delle sorgenti dei campi elettromagnetici“, scaricabile gratuitamente dagli utenti registrati.
QUALI SONO I RISCHI PER LA SALUTE CAUSATI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI?
Solo recentemente la comunità scientifica ha avviato studi sistematici, tramite operazioni di valutazione del rischio CEM, sugli effetti nocivi dei campi elettromagnetici, distinguendo tra:
- effetti cronici: possono manifestarsi, anche dopo lunghi periodi di latenza, come conseguenza di esposizioni a livelli bassi di campo elettromagnetico per periodi prolungati.
- effetti acuti: manifestazioni a breve termine;
QUALI SONO GLI EFFETTI A BREVE E A LUNGO TERMINE CAUSATI DAI CEM?
Per gli effetti cronici, mancano al momento prove definitive. Gli effetti acuti, invece, si manifestano sopra determinate soglie:
- alte frequenze: opacizzazione del cristallino, anomalie alla cornea, alterazioni neuromuscolari;
- basse frequenze (50 Hz): effetti sul sistema visivo, nervoso centrale, extrasistole, fibrillazione ventricolare.
(Fonte: ARPAV)
COME EFFETTUARE LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CEM NEI LUOGHI DI LAVORO?
Nei luoghi di lavoro possono essere presenti diverse tipologie di sorgenti artificiali di campi elettromagnetici, ed è per questo che il datore di lavoro si impegna alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi gli effetti nocivi a “breve termine” conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall’assorbimento di energia, e da correnti di contatto.
Qualora la condizione espositiva non comporti apprezzabili rischi per la salute, sulla base della norma CEI EN 50499, la valutazione del rischio può concludersi con la “giustificazione” del datore di lavoro secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione più dettagliata attraverso una misurazione dei campi elettromagnetici e dei calcoli dei livelli dei campi elettromagnetici (art. 181, comma 3, del D.Lgs. 81/08).
QUALI ATTREZZATURE E SITUAZIONI NON RICHIEDONO MISURAZIONI?
Si considerano non comportare rischi per la salute le esposizioni inferiori ai livelli di riferimento per la popolazione di cui alla Raccomandazione Europea 1999/519/CE. In linea con questa definizione, sono condizioni espositive giustificabili le attrezzature e le situazioni elencate nella Norma tecnica CEI EN 50499 “Procedura per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici” (si rimanda alla linea guida sugli agenti fisici del coordinamento tecnico per la lista di esempi di attrezzature e situazioni giustificabili).
Esempi di luoghi di lavoro per i quali, comunemente, si può effettuare la “giustificazione” del rischio sulla base nella norma CEI EN 50499 sono: uffici, centri di calcolo, negozi, alberghi, parrucchieri, ecc.
QUALI SONO ATTREZZATURE E SITUAZIONI CHE RICHIEDONO MISURAZIONI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI?
La norma CEI EN 50499 riporta, inoltre, un elenco di impianti e situazioni che richiedono una valutazione approfondita attraverso misurazioni e calcoli dei livelli dei campi elettromagnetici. Tra i vari casi sono presenti:
- attività di saldatura elettrica e dielettrica,
- impianti di riscaldamento a induzione,
- trasporti azionati elettricamente: treni e tram,
- reti di distribuzione dell’energia elettrica nei luoghi di lavoro che non soddisfano i criteri della norma sopracitata
(si rimanda alla linea guida sugli agenti fisici del coordinamento tecnico per la lista di esempi di impianti e situazioni non giustificabili).
Esempi di luoghi di lavoro o mansioni per i quali, comunemente, si devono effettuare approfondimenti nella valutazione del rischio da campi elettromagnetici sono riportati nella check list di controllo “Censimento delle sorgenti dei campi elettromagnetici”, liberamente scaricabile da parte di tutti gli utenti registrati.
NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO SUI CAMPI ELETTROMAGNETICI
Attualmente le norme tecniche di riferimento per la misura e il calcolo dei livelli dei campi elettromagnetici sono:
- Norma CEI 211-6 (2001-01): “Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell’intervallo di frequenza 0 Hz – 10 kHz, con riferimento all’esposizione umana”
- Norma CEI 211-7 (2001-01): “Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell’intervallo di frequenza 10 kHz – 300 GHz, con riferimento all’esposizione umana”
Tali norme, congiuntamente alla Norma CEI EN 50499 “Procedura per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici”, forniscono le indicazioni per la redazione del documento di valutazione dei rischi da campi elettromagnetici.
Interessante riferimento risulta inoltre la “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della Direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici”, suddivisa in tre volumi:
- Il primo volume contiene consigli sullo svolgimento della valutazione dei rischi: secondo la Guida, tale valutazione dovrebbe essere coerente con una serie di procedure comunemente utilizzate, tra cui lo strumento interattivo OiRA fornito dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
- Il volume 2 presenta dodici studi di casi che indicano ai datori di lavoro come effettuare le valutazioni e illustrano alcune delle misure di protezione e prevenzione applicabili.
- Il volume 3, destinato principalmente alle piccole e medie imprese (PMI), può essere utile anche a lavoratori, rappresentanti dei lavoratori e autorità di regolamentazione. Fornisce un “aiuto per effettuare una valutazione iniziale dei rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul luogo di lavoro”. A seconda del suo esito, si potrà stabilire la necessità di adottare ulteriori misure in conformità alla Direttiva sui CEM.
La valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici deve essere seguita, nel caso di superamento dei valori limite, dalla definizione di programmi di miglioramento tesi alla riduzione del rischio.
VEGA ENGINEERING E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA CAMPI ELETTROMAGNETICI
I tecnici di Vega Engineering sono dotati delle competenze e della strumentazione necessaria per effettuare la valutazione del rischio derivante da campi elettromagnetici, utilizzando misuratori campi elettromagnetici e tecniche avanzate di misura campi elettromagnetici. Le valutazioni dei rischi vengono eseguite in conformità alle norme CEI 211-6/7 e CEI EN 50499, oltre che rispondenti ai criteri previsti dal D.Lgs. 81/08.
Compila il modulo in fondo alla pagina o contattaci al numero 041 3969013 per ricevere una consulenza tecnica personalizzata sulla misurazione e valutazione del rischio CEM nella tua azienda.
Per approfondire, Vega Formazione, Ente accreditato dalla Regione Veneto, organizza il Corso da 4 ore sulla corretta valutazione del rischio da campi elettromagnetici, e il corso di aggiornamento ASPP/RSPP sulla Corretta Valutazione dei Rischi Fisici da 20 ore.
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