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RADIAZIONI SOLARI: QUALI RISCHI PER I LAVORATORI OUTDOOR?

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Il rischio di sviluppare melanomi e altre malattie della pelle a causa della radiazione solare è alto per chi lavora all’aperto tutto l’anno.

Vediamo quali sono le categorie di lavoratori più a rischio e quali misure di prevenzione e protezione è possibile adottare per la tutela della loro salute.

QUALI SONO I RISCHI PER LA SALUTE DERIVANTI DALL’ESPOSIZIONE AI RAGGI SOLARI?

L’esposizione a radiazioni ottiche naturali in mancanza di misure di prevenzione e protezione idonee ha un ruolo importante nell’induzione e nell’aggravamento di pericolosi effetti sulla cute (eritemi e ustioni solari, tumori, fotoinvecchiamento, etc.) e sugli occhi (patologie alla retina, cataratta, melanoma oculare, etc).

Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che tramite l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) classifica agenti sostanze e circostanze di esposizione valutandone la cancerogenicità per l’uomo, ha ribadito che ci sono sufficienti evidenze della cancerogenicità della radiazione solare sull’uomo.

Tali effetti sono accentuati anche dall’indebolimento dell’ozonosfera che consente ai raggi ultravioletti, naturalmente presenti nella radiazione solare, di raggiungere la troposfera in misura superiore che nel passato.

La dose assorbita nel tempo agisce con una modalità cumulativa: di conseguenza, ogni esposizione dovrebbe essere controllata.

CI SONO RISCHI ANCHE PER I LAVORATORI OUTDOOR?

Ci sono vari studi che mettono in evidenza la relazione tra lavoro outdoor e l’aumento di tumori della pelle non melanocitici.

Tuttavia diversi elementi specifici dell’attività svolta possono influenzare notevolmente il rischio effettivo degli operatori.

Ad esempio, la postura necessaria per lo svolgimento delle attività favorisce l’esposizione di diverse parti del corpo e la durata dell’esposizione; la durata dei compiti all’aperto e della pausa pranzo può influenzare l’esposizione quotidiana cumulativa; il rischio di sovraesposizione da radiazioni UV è molto stagionale nei climi temperati; infine, la collocazione del cantiere in luogo più o meno ombreggiato (edifici circostanti, alberi, monti ecc.) influisce notevolmente sul livello di esposizione effettiva, in quanto all’ombra la radiazione UV viene abbattuta fino al 60%.

Vediamo sotto, sinteticamente degli esempi di attività lavorative che possono comportare un elevato rischio di esposizione alle radiazioni UV solari:

  • Lavorazioni agricolo/forestali
  • Floricoltura e Giardinaggio
  • Addetti alla balneazione e ad altre attività su spiaggia o a bordo piscina
  • Edilizia e Cantieristica stradale/ferroviaria/navale
  • Lavorazioni in cave e miniere a cielo aperto
  • Pesca e lavori a bordo di imbarcazioni, ormeggiatori, attività portuali
  • Addetti di piazzale movimentazione merci in varie tipologie lavorative (compresi addetti di scalo aeroportuali)
  • Addetti alle attività di ricerca e stoccaggio idrocarburi liquidi e di gassosi nel territorio, nel mare e nelle piattaforme continentali
  • Maestri di sci o addetti impianti
  • Istruttori di attività sportive all’aperto

Ci sono poi altre attività che, in modo più moderato, possono comunque comportare un rischio di esposizione a radiazioni UV solari:

  • Parcheggiatori
  • Operatori ecologici/netturbini
  • Addetti agli automezzi per la movimentazione di terra
  • Rifornimento carburante: stradale/aero-portuale
  • Portalettere/ recapito spedizioni. Conducenti di taxi, autobus, autocarri etc
  • Polizia municipale/ Forze ordine/militari con mansioni all’aperto
  • Addetti alla ristorazione all’aperto, venditori ambulanti
  • Operatori di eventi all’aperto. Manutenzioni piscine
  • Manutenzioni linee elettriche ed idrauliche esterne

QUALI MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SI POSSONO ADOTTARE PER I LAVORATORI OUTDOOR?

Nonostante la radiazione ottica naturale non sia specificamente inclusa nel Titolo VIII Capo V del Testo Unico sulla Sicurezza – che si riferisce alle sole radiazioni ottiche artificiali (ROA) – gli artt. 17 e 28 del D. Lgs. 81/2008 dettano l’obbligo di valutare tutti i rischi verso la sicurezza e la salute; inoltre l’art. 181 esprime chiaramente l’obbligo di valutare tutti i rischi da esposizione ad agenti fisici.

In conseguenza di queste considerazioni, una valutazione accurata necessiterebbe di una misura con dosimetro posizionato sugli operatori esposti, raccogliendo i dati ponderati e riportati ai valori limite di esposizione.

In generale, però, gli interventi di riduzione del rischio sono essenzialmente di due tipologie:

  • interventi organizzativi, che mirano a collocare, ove possibile, le attività all’aperto in fasce orarie con minor presenza di UV;
  • interventi protettivi, attraverso l’utilizzo individuale di schermature della radiazione UV verso la cute, quali indumenti protettivi e creme solari.

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