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NOTA INL SULLA GESTIONE DEL RISCHIO “CALORE”

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L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la nota n. 5056 del 13 luglio avente ad oggetto “Tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore”. Tale documento si rivolge sia agli ispettorati di vigilanza che ai datori di lavoro e ai lavoratori per fornire utili indicazioni sugli effetti delle temperature estreme negli ambienti di lavoro e sulla relativa percezione del rischio.

Ad integrazione delle note prot. INL n. 4639 del 02/07/2021, n. 3783 del 22/06/2022 e n. 4753 del 26/07/202, sulla valutazione del rischio da calore, la nota del 13 luglio 2023 fornisce nuovi criteri in merito a strumenti e metodologie sulla gestione del rischio da calore e all’organizzazione produttiva.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA CALORE: STRUMENTI E METODOLOGIE

Per l’indagine sulla valutazione dei rischi da stress termico e l’individuazione delle relative misure di mitigazione, l’INL rimanda a più fonti dalle quale ricavare informazioni sicure:

  • sito internet del Portale Agenti Fisici (PAF), nella Sezione “Microclima” per la documentazione consultabile
  • sito dell’INAIL, nella sezione “Stress termico” per ricavare le strategie e le tecniche di misura dello stress termico e relative metodologie di misurazione e di controllo del microclima. Per l’analisi del calcolo ci si può avvalere degli indici WBGT, PHS, IREQ e degli indici di ergonomia e di temperatura, quali disponibili in letteratura.
  • banca dati UNI dove è possibile consultare, per tali metodologie di valutazione del rischio termico, anche le relative norme tecniche di riferimento
  • WORKLIMATE che contiene più sezioni con all’interno strumenti utili quali, ad esempio, sistemi di allerta meteo-climatica, anche personalizzati, specifici per i settori occupazionali oppure la “Guida informativa per la gestione del rischio caldo” che contiene informative per i datori di lavoro in merito alle patologiche da calore e ai fattori che contribuiscono alla loro insorgenza nonché apposito decalogo dedicato alla relativa prevenzione
  • Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), con la pubblicazione “Heat at work – Guidance for workplaces” (Esposizione al calore sul lavoro: orientamenti per i luoghi di lavoro), con indicazioni pratiche su come gestire e ridurre i rischi associati all’esposizione al calore nell’ambiente di lavoro, e con le informazioni sulle patologie connesse al calore, nonché metodi pratici, sia organizzativi che tecnici, per ridurre e gestire il rischio professionale in relazione ai luoghi di lavoro, fornendo anche informazioni sulle azioni da intraprendere nel caso in cui un lavoratore inizi a manifestare sintomi di malessere legato al calore
  • Strumenti e metodologie che possono contribuire al monitoraggio preventivo e alla valutazione, alla relativa formazione e alla predisposizione di misure di mitigazione e di contenimento dei rischi ambientali nei processi di lavoro quali, a titolo di esempio, i calcolatori da stress termico (calcolatore indice di calore e calcolatore PHS), per la valutazione dello stress termico da calore mediante il calcolo della sollecitazione termica prevedibile, disponibili sul sito del Portale PAF di cui sopra.

GESTIONE DEL RISCHIO E ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA

Nella nota, l’INL ricorda che l’esposizione eccessiva allo stress termico comporta l’aumento del rischio infortunistico atteso che la prestazione lavorativa si espone a situazioni particolari di vulnerabilità.

I lavoratori maggiormente esposti risultano essere quelli che svolgono con una certa regolarità attività all’aperto, in particolare nei settori:

  • edilizia civile e stradale (con particolare rilevanza per i cantieri e i siti industriali)
  • comparto estrattivo
  • settore agricolo e della manutenzione del verde
  • comparto marittimo e balneare.

Tra i fattori più rilevanti di cui tener conto per la valutazione del rischio e/o il suo aggravamento troviamo:

  • gli orari di lavoro che comprendono le ore più calde e soleggiate della giornata a elevato rischio di stress termico (14:00 – 17:00)
  • le mansioni
  • le attività che richiedono intenso sforzo fisico, anche abbinato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • l’ubicazione del luogo di lavoro
  • la dimensione aziendale
  • le caratteristiche di ogni singolo lavoratore (età, salute, status socioeconomico, genere).

Il datore di lavoro che, in fase di valutazione del rischio di cui all’art. 28 del D.Lgs. 81/08, riconosca l’esposizione da parte dei lavoratori a tale rischio, deve individuare e adottare le idonee misure di prevenzione e protezione ritenute più utili per l’eliminazione o la riduzione del rischio. Per tali misure si può prendere in considerazione il decalogo di Inail-Worklimate che viene preso come riferimento anche da parte della giurisprudenza di merito.

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA PER “EVENTI METEO”

Le aziende, nel caso di temperature superiori a 35° C, registrate dai bollettini meteo o “percepite” in ragione della particolare tipologia di lavorazioni in atto, possono richiedere la cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) inserendo la causale “eventi meteo” e indicando le date di sospensione/riduzione dell’attività e la tipologia di attività in corso.

Indipendentemente dalle temperature rilevate, la CIGO è riconosciuta in tutti i casi in cui il responsabile della sicurezza dell’azienda dispone la sospensione delle lavorazioni in quanto ritiene sussistano rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compresi i casi in cui le sospensioni siano dovute a temperature eccessive (circolare Inps n. 139/2016 e messaggio Hermes Inps n. 1856/2017).

Nella nota, l’INL invita gli organi di vigilanza in fase ispettiva di verificare la presenza della corretta valutazione del rischio microclima nel DVR e nel POS delle aziende. Nel caso non ci sia, come previsto dalla nota prot. n. 4753 del 26/07/2022, si dovrà verificare che i lavori riprendano solo dopo che il datore di lavoro abbia adottato tutte le misure necessarie atte ad evitare/ridurre il rischio secondo quando indicato nel verbale di prescrizione.

LA CAMPAGNA “AMBIENTI DI LAVORO SICURI E SANI”

La nota dell’INL si conclude ricordando che l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha promosso la Campagna “Ambienti di lavoro sicuri e sani” 2023/25 che si articola in cinque priorità:

  • lavoro su piattaforma digitale
  • robotica avanzata e intelligenza artificiale
  • telelavoro
  • sistemi digitali intelligenti
  • gestione dei lavoratori tramite l’intelligenza artificiale

La campagna ha lo scopo di sensibilizzare l’impatto delle nuove tecnologie digitali sul lavoro e nei luoghi di lavoro ma soprattutto in merito alle sfide e opportunità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nell’ambito del quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, e degli obiettivi della strategia digitale europea.

APPROFONDIMENTI…

Il Titolo VIII del D. Lgs. 81/08 tratta i criteri per la valutazione dei rischi derivanti dagli agenti fisici, tra i quali: il rischio rumore, il rischio vibrazioni, da radiazioni ottiche artificiali, da campi elettromagnetici e quelli derivanti dalle condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro. Vega Formazione organizza un corso della durata di 20 ore CORSO AGGIORNAMENTO ASPP E RSPP – TUTTI I SETTORI ATECO – I RISCHI FISICI che si propone di dare una visione completa della normativa in vigore e delle metodologie applicabili per misurare e valutare tali rischi.

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