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MORTI BIANCHE: INCHIESTA PARLAMENTARE SUL FENOMENO DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO

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La Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette “morti bianche”, istituita con deliberazione del Senato del 24 giugno 2008, ha approvato all’unanimità, nella seduta del 17 gennaio 2012, la Terza relazione Intermedia sull’attività svolta dalla medesima Commissione (Doc. XXII-bis, n. 5).

La relazione (composta da 256 pagine) si divide nei seguenti capitoli:

1. L’organizzazione dei lavori della Commissione
2. L’inchiesta della Commissione: il sistema della tutela, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia
3. Gli approfondimenti su temi particolari
4. I sopralluoghi della Commissione: gli infortuni ed il sistema di prevenzione sul territorio
5. Considerazioni conclusive

All’interno del capitolo 3.3 è affrontato anche il tema relativo alla qualificazione dei formatori per la sicurezza sul lavoro. Nella relazione si riporta:

“Se dunque è possibile ipotizzare, sulla base di esperienze già presenti sul mercato, modalità di certificazione «privatistica» della qualità dei formatori, si tratta pur sempre di un’attestazione che interviene a posteriori, mentre resta aperto il problema di definire preliminarmente le competenze e quindi il percorso di studi e di esperienze che dovrebbero compiere i soggetti che intendono svolgere l’attività di formatori della sicurezza sul lavoro. Anche i vari corsi di specializzazione attivati ad esempio nelle università italiane – alcuni dei quali verranno illustrati nel paragrafo successivo -, pur prestigiosi non risolvono direttamente la questione, proprio perché manca attualmente una regolamentazione univoca della materia, come accade invece per altre figure professionali. La Commissione intende allora farsi parte attiva per mettere a punto una specifica proposta normativa in materia, con il concorso degli organismi di settore e previo confronto con i ministeri competenti e con la Conferenza delle regioni e delle province autonome. A tal fine, si riserva quindi di approfondire ulteriormente la questione, certamente assai complessa dal punto di vista tecnico, per poter studiare una soluzione adeguata.”

Fonte: Senato della Repubblica

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