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IL BIOSSIDO DI TITANIO DIVENTA SOSPETTO CANCEROGENO

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Il Comitato di esperti ECHA per la valutazione del rischio (RAC Risk Assessment Committee) ha dichiarato come sospetto cancerogeno il biossido di titanio (CAS 13463-67-7), una sostanza di largo uso in diversi settori industriali:
– cartaria ed in quella tessile come pigmento, catalizzatore, additivo alimentare;
– cosmesi come nanoforme per le sue proprietà di filtro verso le radiazioni UV solari.

COSA DICONO GLI STUDI FRANCESI RELATIVAMENTE AL BIOSSIDO DI TITANIO
Secondo l’analisi svolta dall’ANSES (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail), l’ente francese incaricato della valutazione delle evidenze scientifiche emerse, il biossido di titanio agirebbe localmente in seguito a inalazione, con un meccanismo non ancora chiarito che coinvolgerebbe effetti di tipo meccanico (irritazioni) e biologico (stress ossidativo).
Gli studi epidemiologici non mostrano però un’associazione causale statisticamente significativa, mentre la sperimentazione sugli animali ha evidenziato una maggior insorgenza di diversi tipi di tumori polmonari.
La valutazione conclusiva proposta è dunque di probabile cancerogeno per inalazione (Carc, 1B, H350i) in tutte le forme cristalline, incluse le nanoforme. Nel lavoro dell’ente francese, la mutagenicità verso le cellule germinali è stata parimenti valutata, mostrando un esito non conclusivo.

L’OPPOSIZIONE DELL’INDUSTRIA EUROPEA E MONDIALE
L’industria non solo europea ma anche mondiale ha reso una forte posizione contro tale valutazione, come si evince dal materiale disponibile sul sito ECHA giunto attraverso la procedura di consultazione pubblica, conclusasi a luglio 2016.
Il Comitato dopo l’esame del rapporto dell’ANSES e delle relative evidenze scientifiche, considerando anche le osservazioni dell’industria e di altri enti giunte attraverso la consultazione, ha concluso che non vi siano ad oggi prove sufficienti per classificare il composto nella categoria 1B. La decisione del RAC non è al momento ancora disponibile sulla sezione dedicata del sito dell’Agenzia europea. Il parere verrà ora inviato alla Commissione europea che provvederà ad adottarlo nei tempi tecnici.

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