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APPROFONDIMENTI: IL NUOVO REGIME DI MESSA IN ESERCIZIO E VERIFICHE PERIODICHE ALLE ATTREZZATURE DI LAVORO

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PREMESSA
Il recente D.Lgs. 106/09, correttivo del D. Lgs. 81/08, ha introdotto all’art. 71, comma 11, la possibilità/obbligo a carico del Datore di Lavoro di avvalersi, per effettuare la prima verifica delle attrezzature di lavoro di cui all’Allegato VII, oltre che dell’ISPESL, anche delle ASL o di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalità di cui al comma 13, qualora l’ISPESL non provveda nel termine di sessanta giorni dalla richiesta.

Il D.Lgs. 81/08, cosiddetto “Testo Unico sulla sicurezza e salute sul lavoro”, entrato in vigore in data 15 maggio 2008, disciplinava le prime verifiche alle attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII dello stesso in modo sostanzialmente analogo alla precedente legislazione. In particolare l’art. 71 comma 11 recava le seguenti disposizioni “[…] il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII (tra le quali le scale aeree ad inclinazione variabile, ponti mobili/sospesi, idroestrattori, carrelli semoventi a braccio telescopico, piattaforme di lavoro, ascensori e montacarichi da cantieri, apparecchi di sollevamento con portata superiore a 200 kg, etc.) a verifiche periodiche, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche è effettuata dall’ISPESL e le successive dalle ASL […]”. Agli stessi enti, continuava il comma 12, viene data la possibilità di avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati per l’esecuzione di tali verifiche.
In merito a tali disposizioni si è verificato come ISPESL non abbia potuto rispondere tempestivamente alle richieste inoltrate per l’effettuazione della prima verifica di installazione delle attrezzature. La mancata prima verifica di installazione da parte di ISPESL ha comportato una condizione di incertezza sul rispetto degli adempimenti richiesti al Datore di Lavoro.
Con l’emanazione del recente D.Lgs. 106/09, correttivo al D.Lgs. 81/08, sono stati apportati significativi chiarimenti a tal proposito, destinati a semplificare l’iter di richiesta per la prima verifica delle condizioni di installazione delle attrezzature. Il comma 11 dell’art. 71, infatti, è stato integrato prevedendo che la prima di tali verifiche debba essere effettuata dall’ISPESL, il quale vi deve provvedere nel termine di sessanta giorni dalla richiesta. La sostanziale novità introdotta presume che, decorso tale termine, ISPESL non sia più tenuto a provvedere alla funzione, in quanto il Datore di Lavoro può avvalersi dell’ASL competente per territorio oppure di soggetti pubblici o privati abilitati.
Le successive verifiche devono essere effettuate dagli stessi soggetti sopra menzionati, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta: decorso tale periodo il Datore di Lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati come da precedente istanza.
Si ricorda tuttavia che, come precisato dal comma 13 dello stesso articolo “…..i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati […] sono stabiliti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto”, cioè entro il 15 maggio 2009, ma a tutt’oggi non ancora pubblicato: evidentemente in attesa dell’emanazione del suddetto decreto non sarà possibile rivolgersi ad alcun soggetto privato abilitato.

Alla luce di tali modifiche legislative, risulta opportuno chiarire come devono comportarsi i Datori di Lavoro che a suo tempo hanno fatto richiesta per la prima verifica e non hanno ancora ricevuto risposta: il Datore di Lavoro deve inviare un sollecito ad ISPESL e, qualora entro sessanta giorni questi non provveda a rispondere, il Datore di Lavoro si rivolgerà all’ASL.

A cura dell’ing. Federico Maritan – Settore sicurezza Vega Engineering

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