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AGENDA 2030: IL RAPPORTO ANNUALE ASVIS 2025 CONFERMA I RITARDI DELL’ITALIA SUGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

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Sono trascorsi dieci anni dall’adozione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile da parte dell’ONU, e con soli cinque anni rimanenti alla scadenza, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha pubblicato il suo Rapporto Annuale 2025 “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, presentato ufficialmente lo scorso 22 ottobre. Si tratta della decima edizione del documento di riferimento per valutare il posizionamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
Il bilancio, pur evidenziando progressi in alcune aree, conferma un quadro ancora disomogeneo, con ritardi significativi in diversi obiettivi chiave e una persistente difficoltà nell’integrare la sostenibilità nelle politiche economiche e industriali nazionali.

Mettiamo a disposizione la sintesi del documento, scaricabile gratuitamente in fondo alla news: Sintesi del Rapporto ASviS 2025.

L’ANDAMENTO DEGLI SDGS IN ITALIA: UN PAESE ANCORA DISTANTE DALLA TRAIETTORIA 2030

Secondo l’ASviS, l’Italia mostra miglioramenti moderati in alcuni SDGs, ma anche regressi marcati in altri, segno che la transizione verso uno sviluppo sostenibile rimane incompleta.
Risultano in miglioramento gli Obiettivi relativi a:

  • Istruzione di qualità (Goal 4)
  • Parità di genere (Goal 5)
  • Energia pulita e accessibile (Goal 7)
  • Lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8)
  • Lotta contro il cambiamento climatico (Goal 13)
  • Vita sott’acqua (Goal 14)
  • Consumo e produzione responsabili (Goal 12), in forte aumento, segnale di una crescente attenzione all’economia circolare e all’uso efficiente delle risorse.

Permangono invece forti criticità in:

  • Sconfiggere la povertà (Goal 1)
  • Acqua pulita e servizi igienico-sanitari (Goal 6)
  • Ridurre le disuguaglianze (Goal 10)
  • Vita sulla Terra (Goal 15)
  • Pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16)
  • Partnership per gli obiettivi (Goal 17).

Nel complesso, l’ASviS evidenzia che solo una parte limitata dei 17 Obiettivi risulta in linea con la traiettoria dell’Agenda 2030, e che il ritmo attuale non consentirà di raggiungerli senza un cambiamento strutturale.

Il documento rileva inoltre disomogeneità territoriali: le Regioni del Nord mostrano valori mediamente più elevati negli indici compositi rispetto al Mezzogiorno, dove la vulnerabilità sociale e ambientale rimane più accentuata.

CRITICITÀ SISTEMICHE: GOVERNANCE, POLITICHE E STRUMENTI NON COORDINATI

Il Rapporto 2025 sottolinea che la principale debolezza italiana risiede nella frammentazione delle politiche per la sostenibilità.
La coesistenza di molteplici strumenti, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) alla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), non si è tradotta in un approccio unitario.
Secondo l’ASviS, manca ancora una visione strategica integrata capace di coordinare efficacemente le misure economiche, sociali e ambientali.
Tra i principali punti critici evidenziati:

  • assenza di una governance stabile e interministeriale dedicata alla sostenibilità;
  • debolezza del monitoraggio territoriale sugli SDGs;
  • scarsa coerenza tra le strategie nazionali di sviluppo sostenibile e i programmi dell’Unione Europea;
  • ritardi nell’attuazione della fiscalità ambientale e delle riforme strutturali.

Il Rapporto ASviS 2025 sottolinea la necessità di rafforzare la governance multilivello della sostenibilità, di migliorare il monitoraggio territoriale sugli SDGs e di assicurare maggiore coerenza tra programmazione nazionale ed europea, integrando strumenti e risorse in una visione unitaria.
Inoltre, il documento richiama l’urgenza di riformare il sistema fiscale in chiave ambientale, per sostenere la transizione ecologica e la decarbonizzazione dell’economia.

TRANSIZIONE ENERGETICA ED ECONOMIA CIRCOLARE: PROGRESSI SIGNIFICATIVI, MA NON SUFFICIENTI

Il Rapporto ASviS 2025 evidenzia miglioramenti in alcuni settori chiave per la transizione ecologica:

  • aumento della quota di energia rinnovabile sui consumi finali lordi;
  • crescita dell’efficienza energetica;
  • rafforzamento delle politiche di decarbonizzazione.

Tuttavia, la povertà energetica resta una criticità per una parte consistente della popolazione, e il ritmo di riduzione delle emissioni è ancora inferiore a quanto richiesto dagli obiettivi europei.

Per quanto riguarda l’economia circolare, l’Italia mostra una delle migliori performance europee in termini di riciclo e riutilizzo dei materiali, ma il Rapporto segnala l’esigenza di consolidare un quadro normativo stabile, capace di supportare gli investimenti industriali nel lungo periodo.

LE RACCOMANDAZIONI DELL’ASVIS: UN PIANO DI ACCELERAZIONE VERSO IL 2030

Nonostante alcuni segnali positivi, l’Italia è ancora lontana dal pieno raggiungimento degli SDGs, e la finestra temporale per invertire la tendenza si sta rapidamente chiudendo.

Il Rapporto ASviS 2025 propone un pacchetto di azioni prioritarie per colmare i ritardi e allineare il Paese alla traiettoria 2030. Tra le principali raccomandazioni:

  • Aggiornare entro il 2026 la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), assicurandone l’allineamento con le nuove strategie europee (Green Deal, Fit for 55, Nature Restoration Law) e con l’Agenda ONU post-2030.
  • Adottare un Piano di Accelerazione Trasformativa, volto a rafforzare la coerenza e l’efficacia delle politiche nazionali per lo sviluppo sostenibile.
  • Integrare sistematicamente la sostenibilità nella programmazione economica e finanziaria nazionale, inserendo indicatori di benessere e di impatto sugli SDGs nei documenti di finanza pubblica e nella Legge di Bilancio.
  • Rafforzare la governance multilivello della sostenibilità, garantendo un coordinamento stabile tra istituzioni centrali, Regioni e autonomie locali.
  • Promuovere formazione e sviluppo di competenze per la transizione ecologica e digitale, con investimenti in istruzione, ricerca e innovazione tecnologica.
  • Potenziare i sistemi di monitoraggio e valutazione dei progressi sugli SDGs, rendendo trasparente la rendicontazione dei risultati e favorendo la disponibilità di dati territoriali omogenei.

Queste raccomandazioni, sottolinea l’Alleanza, rappresentano le condizioni imprescindibili per accelerare la trasformazione del Paese e garantire la piena coerenza delle politiche italiane con gli impegni internazionali di sviluppo sostenibile.

Scarica i documenti allegati a questa news

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