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Linee guida estrazione multifase (MPE) – Report
Negli ultimi decenni è aumentata notevolmente la conoscenza sullo stato di contaminazione dei suoli e delle acque sotterranee. Contaminazioni riconducibile a fonti di inquinamento puntuali o diffuse, tali da determinare un potenziale impatto significativo sulla salute umana e sull’ambiente.
L’approfondimento delle conoscenze permette di affrontare e gestire questo tipo di inquinamento indirizzando la ricerca verso tecnologie capaci di rimuovere le contaminazioni in modo sempre più efficiente e sostenibile, sviluppando diversi approcci di bonifica da applicare ex-situ o in-situ e, in ultimo, on-site o off-site. La scelta e l’applicazione di una specifica tecnica di bonifica dipendono da diversi fattori, che vanno da quelli ambientali a quelli sociali ed economici. Pertanto, anche per la tecnologia MPE (Multi-Phase Extraction), come per qualsiasi metodo di bonifica, l’efficacia dell’applicazione, in termini di prestazioni ambientali e i costi, è direttamente condizionata da peculiari caratteristiche e condizioni sito specifiche quali: estensione della contaminazione nel suolo e nelle acque sotterranee, geologia, presenza di strutture tecniche, oltre al tipo di utilizzo attuale e futuro del sito, fattore che determina il livello di bonifica da perseguire.
Le tecniche di bonifica in situ del suolo e delle acque sotterranee sono spesso più efficienti in termini di costi rispetto allo scavo e non spostano la contaminazione in un altro luogo. Tuttavia, l’uso esclusivo di questi metodi pone diverse limitazioni, ad esempio per quanto riguarda la durata della bonifica, la fase contaminata da rimuovere e la zona da trattare (ad esempio, l’estrazione del vapore del suolo (SVE) e il bioventing trattano solo la zona vadosa, mentre il pump-and-treat delle acque sotterranee agisce solo nella zona satura). Pertanto, è consigliabile utilizzare un metodo che agisca su più fasi e zone, come l’estrazione multifase (MPE).
Vale evidenziare a tal proposito che la tecnologia MPE permette l’estrazione simultanea in sito di contaminanti in fase vapore, fase disciolta e fase separata, interessando la zona vadosa, la frangia capillare, i terreni della zona satura e le acque sotterranee. Si tratta di una combinazione di estrazione di gas interstiziale dal suolo (SVE), pump and treat e bioventing, e la sua fattibilità nella bonifica dei siti è stata confermata da diversi casi studio effettuati in terreni con permeabilità da moderata a bassa. I gas interstiziale dal suolo viene estratto creando una pressione negativa nella zona insatura, mediante pozzi di estrazione o trincee collegate ad un sistema di aspirazione.
Ciò rende la tecnologia MPE una tecnica eccezionale per affrontare una contaminazione di tipo mista (ad esempio, inorganica e organica; composti idrosolubili e non solubili; composti volatili e semivolatili), con la possibilità di applicazione della tecnica anche per la rimozione della contaminazione residuale e/o semi volatile o non volatile, presente nella zona vadosa. Nelle giuste condizioni, l’impiego dell’MPE può ridurre significativamente la massa e le concentrazioni di contaminanti in modo economicamente vantaggioso. Può essere applicato nella zona della sorgente ed eliminare i conseguenti rischi per l’ambiente e la salute derivanti, ad esempio, dalla migrazione diffusiva del pennacchio di contaminazione. Inoltre, limitando il tempo totale di funzionamento del sistema e rimuovendo efficacemente un’ampia gamma di contaminanti, è possibile ridurre o eliminare potenziali responsabilità future in situ e off-site.
Con l’intento di fornire elementi utili per l’applicazione in sito della tecnologia MPE nel presente documento vengono descritti gli obbiettivi principali della tecnica, le potenzialità e le sfide, capitalizzando le conoscenze apprese dall’applicazione della stessa in campo.
La presente relazione non è esaustiva e cerca di fornire lo stato dell’arte della presente tecnica e delle pratiche ad essa associata sulla base dei più recenti sviluppi adottati a livello europeo, attraverso indagini ed esperienze condivise con più parti interessate.
Questa pubblicazione è stata preparata nell’ambito del progetto IMPEL Water & Land Remediation con il supporto delle reti partner interessate alla gestione dei terreni contaminati. Scritto e rivisto da un team di autori, il documento in questione intende servire come fonte di informazione primaria per collegare e ampliare la conoscenza tra i paesi e le regioni europee. Con l’obiettivo di sostenere una comprensione del potenziale della specifica tecnologia di bonifica che è presentata.
Di seguito si riporta l’indice del documento:
1 INTRODUZIONE
2 DESCRIZIONE DELLA TECNOLOGIA
3 CARATTERISTICHE DEL SITO, CONTAMINANTI E INDAGINI DI LABORATORIO
4 TEST IN CAMPO/LABORATORIO
5 MONITORAGGIO DELLE PRESTAZIONI
6 CONCLUSIONI
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