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MORTI SUL LAVORO IN VENETO. PRIMO QUADRIMESTRE 2022: SONO 27

1 VITTIMA SUL LAVORO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO. NEL 2021 ERANO 26. LA TRAGEDIA RIMANE INVARIATA. MA A DIFFERENZA DELL’ANNO SCORSO, IN QUESTI NUMERI NON CI SONO PIU’ LAVORATORI MORTI PER COVID.

E LA REGIONE È SECONDA A LIVELLO NAZIONALE PER NUMERO DI VITTIME IN OCCASIONE DI LAVORO (SONO 20) DOPO LA LOMBARDIA CHE NE CONTA 37.

CONTINUANO AD AUMENTARE LE DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI: +45% RISPETTO AL 2021. ERANO 21.289 AD APRILE 2021, SONO 30.816 NEL 2022. SANITÀ, ATTIVITÀ MANIFATTURIERE, TRASPORTI E COSTRUZIOINI I SETTORI PIÙ COLPITI.

ANCORA NELLA PROVINCIA DI TREVISO IL MAGGIOR NUMERO DI DENUNCE: 6.168

CON QUESTI NUMERI DRAMMATICI IL VENETO RIMANE IN “ZONA ARANCIONE” SECONDO LA MAPPATURA DELL’OSSERVATORIO MESTRINO VEGA.

BELLUNO È LA PROVINCIA VENETA CON IL MAGGIOR RISCHIO DI MORTALITÀ PER I LAVORATORI SEGUITA DA ROVIGO E VERONA

Nel primo quadrimestre del 2022 sono 27 le vittime sul lavoro in Veneto: 20 decedute “in occasione di lavoro”, e 7 “in itinere”, cioè nel percorso da casa alla sede di lavoro. Lo scorso anno erano 26 in totale. Una vittima in più del 2021: ma l’emergenza rimane! E la regione sale al 2° posto nella graduatoria nazionale per numero di decessi in occasione di lavoro (sono 191 in tutto il Paese).

Uno sconfortante secondo posto sul podio per numero di vittime a livello nazionale che contribuisce a relegare per il secondo mese successivo il Veneto in zona arancione nella mappatura dell’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre.

“Appartenere alla zona arancione significa che il rischio di mortalità sul lavoro, cioè il rapporto tra infortuni e popolazione lavorativa, è più che preoccupante – spiega Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre – anche perché il Veneto si avvicina alla sconfortante zona rossa. Inoltre bisogna precisare che in questi numeri sono completamente spariti gli infortuni mortali per COVID; questo ci fa concludere che gli infortuni mortali accaduti durante il lavoro, esclusi i casi COVID, sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E sono addirittura aumentati rispetto al primo quadrimestre del 2019, quando erano 15, contro i 20 di quest’anno. Una drammatica inversione di tendenza se consideriamo che il Veneto negli ultimi 4 anni aveva incidenze di mortalità che lo collocavano sempre tra la zona bianca e la zona gialla, e quindi tra le regioni più virtuose a minor rischio di mortalità”.

“L’indice di incidenza della mortalità è lo strumento di indagine più efficace per spiegare l’emergenza in tutte le regioni mese dopo mese – sottolinea ancora il Presidente dell’Osservatorio mestrino – perché è proprio il rapporto tra numero di infortuni e popolazione lavorativa che riesce a decretare il livello di sicurezza dei lavoratori”.

Per agevolare la lettura dei dati, l’Osservatorio mestrino ha ideato ed elaborato la mappatura del rischio di morte sul lavoro, dividendo l’Italia a colori proprio alla stregua della mappatura utilizzata durante l’emergenza pandemica.

La zona arancione, quella in cui rientra il Veneto, è la fascia che – dopo la rossa – raggruppa le regioni con l’incidenza tra le più alte per gli infortuni mortali sul lavoro e dunque superiore alla media nazionale.

Da gennaio ad aprile 2022, infatti, il Veneto è una delle regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale ed il 125% dell’incidenza media nazionale, che si attesta a 8,5 morti sul lavoro ogni 1.000.000 di occupati.

Ed è Belluno la provincia veneta in cui i lavoratori rischiano di più (indice di incidenza pari a 23,3 contro una media regionale di 9,6). Seguono: Rovigo (21,5), Verona (19,8), Venezia (11,5), Treviso (5,1), Vicenza (2,7), Padova (2,6).

Per quanto riguarda il numero dei decessi in occasione di lavoro nel primo quadrimestre 2022 sono 20 e vengono rilevati in provincia di: Verona (8), Venezia (4), Rovigo, Treviso e Belluno (2) Padova e Vicenza (1).

 (in allegato o sul sito www.vegaengineering.com/osservatorio/ tutti i dati e le variazioni rispetto allo scorso anno).

GLI INFORTUNI TOTALI:

Nei primi quattro mesi dell’anno crescono del 45% le denunce di infortunio totali: erano 21.289 ad aprile 2021, sono 30.816 nel 2022. Sanità, Attività manifatturiere e Trasporti sono i settori più colpiti.

Alla provincia di Treviso la maglia nera in regione per il più elevato numero di denunce totali di infortunio: 6.168. Seguono: Vicenza (6.076), Venezia (5.729), Verona (5.624), Padova (4.752), Belluno (1.282) e Rovigo (1.185).

Infine sono 13.724 le denunce delle donne lavoratrici e 17.092 quelle degli uomini.

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa.

Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza Vega dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering

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