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MORTI BIANCHE IN PIEMONTE IN SENSIBILE DIMINUZIONE NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2015

MORTI BIANCHE IN PIEMONTE IN SENSIBILE DIMINUZIONE: IL DECREMENTO SFIORA IL 20 PER CENTO.
IN DECISA CONTROTENDENZA RISPETTO ALLA MEDIA ITALIANA CHE FA REGISTRARE INVECE UN AUMENTO DELL’11,7 PER CENTO.
QUESTO IL BILANCIO DEI PRIMI OTTO MESI DEL 2015 RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2014.

RIMANE COMUNQUE DRAMMATICO IL NUMERO DELLE VITTIME IN PIEMONTE: SONO 38 GLI INFORTUNI MORTALI RILEVATI IN OCCASIONE DI LAVORO E ARRIVANO A 51 CONTANDO ANCHE I LAVORATORI CHE HANNO PERSO LA VITA IN ITINERE.
TORINO LA PROVINCIA PIÙ COLPITA CON 20 MORTI BIANCHE, SEGUITA DA CUNEO (11), ALESSANDRIA (7), NOVARA (5), VERBANIO CUSO OSSOLA E ASTI (3), VERCELLI (2).

Diminuiscono le morti bianche in Piemonte con una riduzione degli infortuni mortali – sia in occasione di lavoro che in itinere – che sfiora il 20 per cento. Un dato in decisa controtendenza rispetto alla media italiana che fa registrare invece un incremento delle vittime decedute in occasione di lavoro dell’11,7 per cento.

È questo il dato più significativo dei primi otto mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 stando all’ultima indagine elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati INAIL. Un decremento ben testimoniato dai numeri: da gennaio ad agosto dello scorso anno le vittime erano 63 (16 delle quali decedute in itinere), mentre quest’anno sono scese a 51 (13 delle quali hanno perso la vita in itinere).

Una mappatura solo apparentemente consolatoria per il Piemonte, perché i numeri delle morti sul lavoro in regione rimangono comunque drammatici: sono 38, infatti, gli infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro; un dato che porta il Piemonte al settimo posto nella graduatoria nazionale per numero di vittime, dopo Lombardia (84), Toscana (55), Campania (52), Veneto (48), Lazio (46), Emilia Romagna e Sicilia (39). E, contemporaneamente, il bollettino delle morti bianche in regione si aggrava arrivando a 51 vittime contando anche i lavoratori che hanno perso la vita in itinere.

Un dramma che racconta di una media di oltre 6 vittime al mese in Piemonte. Ed è Torino a far rilevare il dato peggiore con 20 morti sul lavoro da gennaio ad agosto 2015 (6 dei quali in itinere). Seguono: Cuneo (11 – due dei quali deceduti in itinere), Alessandria (7 – due dei quali deceduti  in itinere), Novara (5 – 1 dei quali in itinere), Verbanio Cuso Ossola e Asti (3) e Vercelli (2 – entrambi in itinere).

Il capoluogo piemontese poi fa emergere un altro dato drammatico: è al sesto posto nella graduatoria nazionale per numero di vittime rilevate in occasione di lavoro (14), segue Roma (25), Milano (23), Bari (21), Napoli (20) e Brescia (18). Ma anche Cuneo emerge purtroppo nella stessa classifica con le sue 9 vittime e il suo decimo posto.

Il Piemonte è, poi, al 12° posto per incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa con un indice pari a 21,1 rispetto alla media nazionale (24,4).
Per quanto concerne le fasce d’età delle vittime si scopre che ad essere maggiormente coinvolti dal dramma sono i cinquantenni, ovvero coloro che dovrebbero avere maggiore esperienza lavorativa. Per la precisione sono 17 i lavoratori deceduti che avevano un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; 14 i quarantenni e 7 i sessantenni.

Mentre per quanto riguarda i settori più a rischio, gli esperti di Vega Engineering indicano quello manifatturiero (con 14 vittime), seguito dal Commercio e dalle Costruzioni (entrambi con 5 vittime).
Il totale delle morti sul lavoro registrate in Italia da gennaio ad agosto 2015 sono state 752 delle quali 206 conseguenti ad un incidente in itinere.

I dati completi sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com

Ci auguriamo vogliate diffondere questo articolo in nome della cultura della sicurezza per contribuire a ridurre il numero degli infortuni sul lavoro.

 

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

 

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  • Comunicato-Morti-Bianche-Piemonte-Primi-Otto-Mesi-2015.pdfScarica

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