INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO: 701 VITTIME DA GENNAIO AD AGOSTO 2026, + 2,9 % RISPETTO AL 2025
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Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nei primi otto mesi del 2026 si registrano in Italia 701 vittime sul lavoro, delle quali 504 solamente in occasione di lavoro (esclusi gli episodi in itinere).
Nello stesso periodo del 2025 si erano registrati 681 decessi complessivi, di cui 493 in occasione di lavoro.
Il confronto tra i due periodi evidenzia quindi un aumento del 2,9% delle vittime complessive e del 2,2% delle vittime avvenute in occasione di lavoro.
In aumento anche gli infortuni mortali in itinere, che passano da 188 a 197 casi (+ 4,8%).
Per consultare tutti i dati sugli infortuni di luglio 2026 e per scaricare gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, CLICCA QUI!
INCIDENZA MEDIA NAZIONALE E DISTRIBUZIONE REGIONALE
L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale, calcolata nel periodo gennaio-agosto 2026, si attesta a 20,9 vittime per milione di occupati, in lieve aumento rispetto al valore di 20,6 registrato nello stesso periodo del 2025.
| Zona e criterio di incidenza infortunistica | Regioni con indice di incidenza |
|---|---|
| Zona rossa – incidenza > 125% della media nazionale | Calabria (33,8), Sicilia (28,9), Campania (28,3) |
| Zona arancione – incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionale | Liguria (26,1), Puglia (23,8), Veneto (22,3), Toscana (22,2), Piemonte (22,0), Trentino Alto-Adige (21,4), Umbria (21,2) |
| Zona gialla – incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionale | Emilia Romagna (20,3), Molise (18,6), Marche (18,4), Lombardia (16,6) Lazio (16,0), Abruzzo (15,6) |
| Zona bianca – incidenza < 75% della media nazionale | Sardegna (15,1), Basilicata (15,0), Friuli Venezia Giulia (13,3) e Valle d’Aosta senza casi registrati. |
Con l’esclusione delle vittime in itinere, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in valore assoluto con 76 decessi, pari al 15,1% del totale nazionale.
I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI
Anche il mese di agosto conferma come settore più critico quello delle Costruzioni con 83 vittime in occasione di lavoro, pari al 16,5% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 68 casi e da Attività Manifatturiere con 62 casi.
PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ
Nel periodo gennaio-agosto 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 469 uomini e 35 donne.
Sul piano della nazionalità, 367 sono lavoratori italiani e 137 stranieri il cui indice di incidenza, anche questo mese, risulta più del triplo: 53,0 contro 17,0 degli italiani.
La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 177 vittime pari al 35,1% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 132 casi.
CONSULTA I DATI COMPLETI
Per accedere ai dati completi sugli infortuni sul lavoro aggiornati al 31/08/2026 elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega consulta il Report “STATISTICHE INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO” dove si potrà analizzare anche il Report Annuale 2025.
OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO
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