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MORTI SUL LAVORO IN TOSCANA DA GENNAIO A LUGLIO 2026: 40 VITTIME, -4,8% RISPETTO AL 2025. MA LA REGIONE RESTA IN ZONA ARANCIONE.
Comunicato stampa
Mestre, 11 settembre 2026
MORTI SUL LAVORO IN TOSCANA DA GENNAIO A LUGLIO 2026: 40 VITTIME, -4,8% RISPETTO AL 2025. MA LA REGIONE RESTA IN ZONA ARANCIONE.
Livorno, Pisa e Pistoia sono in zona rossa, mentre Firenze e Siena entrano in zona gialla. Crescono i decessi in occasione di lavoro: 31 contro i 29 del 2025.
IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI LUGLIO 2026
“La Toscana conferma un quadro ancora critico. Il lieve calo delle vittime complessive rispetto al 2025, infatti, non coincide con un miglioramento del rischio sul lavoro: aumentano i decessi in occasione di lavoro, mentre l’incidenza regionale si attesta su un valore superiore alla media nazionale. Preoccupa la forte disomogeneità tra le province, con territori che presentano livelli di rischio molto alti: in particolare Livorno, Pisa e Pistoia, tutte in zona rossa. A questo si aggiungono l’aumento delle vittime tra i lavoratori stranieri e la forte concentrazione dei decessi nella fascia tra i 55 e i 64 anni. Sono segnali che richiedono una prevenzione sempre più mirata, capace di tenere conto delle caratteristiche dei lavoratori, dei territori e delle specifiche condizioni di rischio. La sicurezza deve essere parte stabile e concreta dell’organizzazione del lavoro”.
Questo è il commento dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, in merito ai dati sugli infortuni in Toscana aggiornati al mese di luglio 2026.
IL RISCHIO DI MORTE IN TOSCANA, PROVINCIA PER PROVINCIA, A LUGLIO 2026
Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.
La zona arancione, quella in cui si trova la Toscana, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le più elevate a livello nazionale. A fine luglio 2026, il rischio di infortunio mortale in regione (18,6 morti per milione di occupati) risulta superiore a quello medio nazionale (17,8).
Per quanto riguarda le incidenze a livello provinciale: in zona rossa troviamo Livorno (35,1), Pisa (26,2) e Pistoia (23,7), in zona arancione Arezzo (19,9) e Lucca (18,0). Firenze e Siena entrano in zona gialla con indici rispettivamente di 17,0 e 16,8.
Massa Carrara (12,7), Grosseto (10,0) e Prato (0,0) sono in zona bianca.
VITTIME IN TOSCANA: I NUMERI ASSOLUTI A LUGLIO 2026
Nei primi sette mesi del 2026, la Toscana registra 40 morti sul lavoro, contro i 42 dello stesso periodo del 2025, con una diminuzione del 4,8%. Di queste, 31 vittime hanno perso la vita in occasione di lavoro, contro le 29 del 2025 (+6,9%), mentre gli infortuni mortali in itinere scendono da 13 a 9 (-30,8%).
In termini assoluti la maglia nera va a Firenze con 9 vittime totali, seguita da Lucca (7), Livorno (6), Pisa (5), Pistoia (4), Arezzo e Siena (3), Grosseto (2), Massa Carrara (1) e Prato che non registra vittime.
Anche analizzando esclusivamente gli infortuni mortali in occasione di lavoro (escludendo quelli in itinere), Firenze rimane la provincia che registra il maggior numero di vittime (8), seguita da Livorno e Pisa (5), Arezzo, Lucca e Pistoia (3), Siena (2), Grosseto e Massa Carrara (1). Nessun caso a Prato.
INFORTUNI PER GENERE, NAZIONALITÀ E FASCE D’ETÀ NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026
A fine luglio 2026, in Toscana si registrano 23.733 denunce di infortunio in occasione di lavoro: 15.351 riguardano uomini e 8.382 donne. Tra le vittime in occasione di lavoro, 29 sono uomini e 2 donne.
Particolarmente significativo è il dato relativo ai lavoratori stranieri: sono 10 le vittime straniere in occasione di lavoro su 31, contro le 6 registrate nello stesso periodo del 2025, con un aumento del 67%. Inoltre, le denunce di infortunio dei lavoratori stranieri salgono da 5.032 a 5.370.
La fascia d’età più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, con 14 vittime, pari al 45,2% del totale. Seguono i lavoratori tra i 45 e i 54 anni, con 7 decessi, e quelli di età pari o superiore a 65 anni, con 4 casi.
COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.
A COSA SERVE LA ZONIZZAZIONE REALIZZATA DALL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA
La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:
- Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.
- Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.
- Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.
- Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.
Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering
Ufficio Stampa
Centro Direzionale Terraglio Uno – Via Don F. Tosatto 151 – Mestre (VE)
Tel 041 98 8696
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