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INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO: 370 VITTIME DA GENNAIO A MAGGIO 2026, -4,1 % RISPETTO AL 2025

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Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nei primi cinque mesi del 2026 si registrano in Italia 370 vittime sul lavoro, di cui 269 in occasione di lavoro (esclusi gli episodi in itinere).

Nello stesso periodo del 2025 si erano registrati 386 decessi complessivi, di cui 277 in occasione di lavoro.
Il confronto evidenzia quindi, nei primi cinque mesi del 2026, una diminuzione del 4,1% delle vittime complessive e del 2,9% delle vittime avvenute in occasione di lavoro.

In diminuzione anche gli infortuni mortali in itinere, che passano da 109 a 101 casi (-7,3%).

Per consultare tutti i dati sugli infortuni di maggio 2026 e per scaricare gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, CLICCA QUI!

INCIDENZA MEDIA NAZIONALE E DISTRIBUZIONE REGIONALE

L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale, calcolata nel periodo gennaio-maggio 2026, si attesta a 11,2 vittime per milione di occupati, in calo rispetto al valore di 11,6 registrato nello stesso periodo del 2025.

Zona e criterio di incidenza infortunisticaRegioni con indice di incidenza
Zona rossa – incidenza > 125% della media nazionalePuglia (17,7), Sicilia (17,5), Liguria (16,9), Calabria (16,0), Trentino Alto-Adige (15,5), Veneto (14,1)
Zona arancione – incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionaleCampania (13,6), Umbria (13,2), Toscana (12,0), Sardegna (11,7)
Zona gialla – incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionalePiemonte (10,2), Emilia Romagna (9,6), Molise (9,3), Lombardia (8,8)
Zona bianca – incidenza < 75% della media nazionaleMarche (7,7), Lazio (6,2), Abruzzo (5,9), Friuli Venezia Giulia (3,8)
Basilicata e Valle d’Aosta non registrano casi.


Con l’esclusione delle vittime in itinere, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in valore assoluto con 40 decessi, pari al 14,9% del totale nazionale.

I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI

Analizzando i 269 decessi avvenuti in occasione di lavoro, anche a maggio 2026, il settore più colpito risulta quello delle Costruzioni con 44 vittime, pari al 16,4% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 34 casi e da Attività Manifatturiere con 30 casi.

PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ

Nel periodo gennaio-maggio 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 244 uomini e 25 donne. Sul piano della nazionalità, 196 sono lavoratori italiani e 73 stranieri il cui indice di incidenza risulta più del triplo: 28,2 contro 9,1 degli italiani.

Il divario di genere è ancora più importante: 17,6 il valore dell’incidenza per gli uomini contro 2,4 per le donne.

La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 103 vittime pari al 38,3% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 69 casi.

CONSULTA I DATI COMPLETI

Per accedere ai dati completi sugli infortuni sul lavoro aggiornati al 31/05/2026 elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega consulta il Report “STATISTICHE INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO” dove si potrà analizzare anche il Report Annuale 2025.

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO

Scarica gratuitamente tutti i report sugli infortuni sul lavoro in Italia

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