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SICUREZZA SUL LAVORO: LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE MINISTERIALE PER RIFORMARE IL D.LGS. 81/08

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La Commissione di studio in materia di salute e sicurezza sul lavoro, istituita presso il Ministero della Giustizia, ha pubblicato il 30 aprile 2026 la propria Relazione finale. Le proposte riguardano modifiche al Codice Penale, al Codice di Procedura Penale e al D. Lgs. 81/2008, con un approccio che affianca alla tradizionale logica sanzionatoria, gli strumenti di prevenzione e incentivazione organizzativa, nell’ottica di ridurre infortuni e malattie professionali attraverso una più efficace organizzazione aziendale.

In fondo alla news è possibile scaricare gratuitamente il testo della Relazione Finale della Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro

DALLA LOGICA SANZIONATORIA A UN MODELLO BASATO SULLA PREVENZIONE

Il filo conduttore dei lavori della Commissione è la convinzione che il solo inasprimento delle sanzioni penali non sia sufficiente a ridurre infortuni e malattie professionali. Le proposte puntano a costruire un sistema integrato in cui la tutela del lavoratore diventi una scelta organizzativa consapevole dell’impresa, fondata su strumenti di prevenzione e promozione della cultura della sicurezza, capaci di affiancare, senza sostituire, l’approccio sanzionatorio tradizionale.

A tal fine, la Relazione introduce meccanismi premiali per le imprese che adottano comportamenti virtuosi in materia di organizzazione della sicurezza.

RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO E MODELLI ORGANIZZATIVI

Uno degli aspetti più rilevanti della proposta riguarda l’introduzione di un nuovo articolo 590-septies nel Codice penale. La norma prevede che, in presenza di un adeguato Modello di Organizzazione e Gestione (D. Lgs 231/2001) conforme all’art. 30 del D. Lgs. 81/08 il datore di lavoro sia punibile per omicidio colposo o lesioni colpose con violazione delle norme prevenzionistiche solo nei casi di colpa grave.

La proposta introduce quindi un sistema di tipo premiale per le imprese che adottano strumenti organizzativi efficaci in materia di salute e sicurezza. Questo beneficio, però, non opererebbe in caso di violazioni essenziali, come la mancata nomina del medico competente o del RSPP, l’omessa valutazione dei rischi, la mancata redazione del DVR, la mancata fornitura dei DPI o l’assenza di adeguata formazione e informazione dei lavoratori.

RSPP: VERSO UN RUOLO PIÙ AUTONOMO E RESPONSABILE

Tra le modifiche proposte al D. Lgs. 81/2008 assume particolare rilievo la revisione del ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. La Commissione propone di superare la figura del RSPP come semplice collaboratore del datore di lavoro, attribuendogli una posizione autonoma e responsabilità proprie, legate alle sue competenze tecniche specifiche.

In questa prospettiva, il datore di lavoro è tenuto a garantire al Servizio di Prevenzione e Protezione risorse adeguate e autonomia operativa, secondo criteri minimi definiti in funzione delle dimensioni aziendali. Viene inoltre introdotto un corredo sanzionatorio specifico per le violazioni degli obblighi del RSPP, in analogia a quanto già previsto per il medico competente.

L’obiettivo è superare l’attuale tendenza a ricondurre automaticamente al datore di lavoro ogni carenza del sistema prevenzionistico, creando una distribuzione delle responsabilità più equilibrata tra le diverse figure della sicurezza.

LE PROPOSTE SONO ANCORA ALLA FASE DI STUDIO

Le proposte contenute nella Relazione Finale non costituiscono ancora disposizioni normative vigenti. Si tratta di elaborazioni della Commissione ministeriale che potranno costituire la base per futuri interventi legislativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione degli infortuni, valorizzare le imprese virtuose e promuovere una maggiore integrazione tra organizzazione aziendale e tutela della salute dei lavoratori.

Scarica i documenti allegati a questa news

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