REATI AMBIENTALI: ACCORDO UE PER NUOVE FATTISPECIE E SANZIONI RAFFORZATE
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La presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo il 16 novembre hanno raggiunto un accordo provvisorio su una proposta di direttiva dell’UE che migliorerebbe le indagini e l’azione penale riguardanti i reati ambientali. Il testo di compromesso finale è stato incluso al comunicato stampa il 7 dicembre 2023.
La nuova direttiva mira a stabilire norme minime per la definizione dei reati e delle sanzioni al fine di proteggere più efficacemente l’ambiente, nonché misure volte a prevenire e combattere la criminalità in campo ambientale e ad applicare efficacemente il diritto ambientale dell’Unione.
La nuova direttiva sostituisce la precedente del 2008, divenuta obsoleta a fronte degli sviluppi del diritto ambientale dell’UE.
LA LOTTA DELL’UE ALLA CRIMINALITÀ AMBIENTALE
Secondo i dati diffusi dall’UE, la criminalità ambientale è la terza attività criminale a livello mondiale e ha ripercussioni considerevoli non solo sull’ambiente, ma anche sulla salute umana. È estremamente redditizia, ma difficile da individuare, perseguire e punire e pertanto risulta particolarmente attraente per i gruppi della criminalità organizzata: il tasso di crescita è stimato tra il 5 e il 7% all’anno.
Le conseguenze di questi comportamenti illeciti sono:
- aumento dei livelli di inquinamento
- rischi per la salute umana
- riduzione della biodiversità
- degrado della fauna selvatica
- perturbazione dell’equilibrio ecologico.
Ecco che diventa di fondamentale importanza adottare tutte le misure possibili per combattere le reti criminali.
AUMENTATE LE FATTISPECIE DI REATO
Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto di aumentare da 9 a 18 il numero di reati attualmente previsti dal diritto penale dell’UE, ampliando e precisando così il tipo di azioni vietate in quanto dannose per l’ambiente. Tra i nuovi reati troviamo:
- il traffico di legname, che è un’importante causa di deforestazione in alcune parti del mondo
- il riciclaggio illegale di componenti inquinanti di navi
- le violazioni gravi della legislazione in materia di sostanze chimiche.
Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno concordato inoltre una clausola relativa ai reati qualificati: si tratta dei reati commessi intenzionalmente che provocano distruzione, danni irreversibili, diffusi e rilevanti o danni duraturi, diffusi e rilevanti a un ecosistema di dimensioni o di valore ambientale considerevole, o a un habitat naturale all’interno di un sito protetto, o alla qualità dell’aria, del suolo o delle acque.
INASPRITE LE SANZIONI
Per le persone fisiche che commettono uno dei reati contemplati dalla direttiva, il testo stabilisce le seguenti sanzioni:
- per i reati dolosi che provocano il decesso di persone, una pena massima di almeno dieci anni di reclusione
- per i reati qualificati che causano risultati catastrofici, una pena massima di almeno otto anni di reclusione
- per i reati commessi per grave negligenza che provocano il decesso di persone, una pena massima di almeno cinque anni di reclusione
- per altri reati dolosi inclusi nella normativa, una pena massima di almeno cinque anni o almeno tre anni di reclusione.
Nel caso delle persone giuridiche, la direttiva prevede le seguenti sanzioni:
- per i reati più gravi, una sanzione pecuniaria pari ad almeno il 5% del fatturato mondiale totale della persona giuridica o, in alternativa, a € 40 milioni
- per tutti gli altri reati, una sanzione pecuniaria massima pari ad almeno il 3% del fatturato mondiale totale della persona giuridica o, in alternativa, a € 24 milioni.
Le persone giuridiche possono essere ritenute responsabili dei reati qualora siano stati commessi a loro vantaggio da una persona che occupa una posizione dirigenziale o non vi sia stata supervisione che abbia impedito la commissione del reato.
Gli Stati membri possono adottare misure aggiuntive tra le quali: l’obbligo di ripristinare l’ambiente o di risarcire il danno ambientale, sanzioni pecuniarie, esclusioni dall’accesso a finanziamenti pubblici, revoca delle autorizzazioni all’esercizio delle attività che hanno dato luogo alla commissione del reato, interdizioni temporanee alle cariche pubbliche, la messa sotto controllo giudiziario, l’obbligo per le aziende di istituire programmi di due diligence per migliorare il rispetto degli standard ambientali.
CORSO RESPONSABILITÀ E SANZIONI AMBIENTALI: QUALI SONO E COME PREVENIRLE
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