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INAIL: SCHEDA INFOR.MO SUGLI AMBIENTI CONFINATI

News pubblicata il 09-04-2018

L’INAIL ha pubblicato un documento che analizza gli infortuni mortali accaduti negli spazi confinati o ambienti sospetti di inquinamento tra il 2002-2014.
L’analisi riguarda gli infortuni mortali e gravi presenti nell’archivio del Sistema di Sorveglianza Nazionale degli Infortuni, collegati agli ambienti confinati o sospetti di inquinamento, escludendo le attività negli scavi.
Il documento infine analizza i principali fattori di rischio presenti nelle attività in spazi confinati o ambienti sospetti inquinamento ed illustra quali misure preventive possono essere attuate.

DATI DESCRITTIVI
Nella scheda INAIL, dopo aver definito gli ambienti confinati, viene riportata la distribuzione per attività economica degli infortuni mortali verificatosi in spazi confinati:
- settore delle costruzioni (20,5%)
- settore dell’agricoltura-silvicoltura (19,5%)
- settore della metalmeccanica (12,6%)
Non trascurabile risulta la quota relativa al settore della movimentazione/magazzinaggio merci, del trasporto e del commercio, della manutenzione e riparazione di autoveicoli, che in totale concentrano oltre il 12% degli infortuni e dove di frequente l’ambiente confinato è rappresentato dal mezzo con cui si trasportano prodotti pericolosi.

FATTORI DI RISCHIO
Per quanto riguarda l’analisi delle modalità di accadimento, la scheda INAIL mostra che il 38,9% dei decessi avvengono per esposizione a gas/vapori già presenti nell’ambiente di lavoro e il 13,3% a gas/vapori che si generano nel corso della lavorazione o che fuoriescono dai sistemi di contenimento.
I fattori di rischio più frequentemente rilevati nelle attività in spazi confinati sono relativi ad errori nelle modalità operative e di valutazione dei rischi, la mancata fornitura o il non utilizzo dei DPI necessari oltre alle carenze strutturali e organizzative degli ambienti lavorativi.

MISURE PREVENTIVE
Gli spazi confinati e gli ambienti con sospetto inquinamento possono presentare numerosi rischi per la salute e la sicurezza quali ad esempio:
- asfissia per carenza di ossigeno;
- intossicazione per esposizione ad agenti chimici pericolosi;
- esposizione ad agenti biologici; caduta dall’alto dell’infortunato;
- contatto con organi lavoratori in movimento;
- folgorazione per presenza di connessioni elettriche.

Prima di consentire l’accesso di lavoratori ad un ambiente confinato è necessario verificare se l’attività lavorativa da svolgere possa essere effettuata comunque senza accedervi, evitando così l’esposizione al rischio come ad esempio operando dall’esterno attraverso l’utilizzo di dispositivi teleguidati, telecamere, robot, droni e tenendo comunque sempre conto dello stato dell’arte e dello sviluppo tecnologico.
Nel caso ciò non fosse possibile, occorre allora pianificare i lavori da svolgere ed effettuare un’approfondita valutazione dei rischi.

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Riportiamo in allegato il documento pubblicato da INAIL “INFOR.MO – AMBIENTI CONFINATI

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering