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CORTE DI CASSAZIONE: CONDOTTA IMPRUDENTE DEL LAVORATORE E RESPONSABILITA’ DEL DATORE DI LAVORO

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Con Sentenza n. 14507 dell’1 luglio 2011 la Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, ha affermato che va risarcito il lavoratore che ha subito un infortunio anche se la sua condotta non è stata prudente quando il datore di lavoro non ha rispettato le norme antinfortunistiche.

Nello specifico la Suprema Corte, rifacendosi ad una precedente sentenza (Cass., Sez. Lav. n. 5024 dell’8 aprile 2002), ha affermato […] l’obbligo del datore di lavoro di garantire la salute del lavoratore in quanto bene primario e indisponibile sussiste anche in relazione alle condotte volontarie e di segno contrario del dipendente, sicché è configurabile, ai sensi dell’art. 2087 cc, la responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio subito da un dipendente per l’esercizio dell’attività lavorativa anche a fronte di una condotta imprudente di quest’ultimo, se tale condotta è stata determinata, o quanto meno agevolata, da un assetto organizzativo del lavoro non rispettoso delle norme antinfortunistiche, assetto conosciuto o colpevolmente ignorato dal datore di lavoro, che nulla abbia fatto per modificarlo al fine di eliminare ogni fonte di possibile pericolo. […]

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