fbpx Skip to content

UN ANNO DI MORTI SUL LAVORO IN PIEMONTE: NEL 2015 SONO STATE 82.

66 LE VITTIME RILEVATE IN OCCASIONE DI LAVORO E 16 GLI INFORTUNI MORTALI IN ITINERE.

TORINO LA PROVINCIA PIÙ COLPITA CON 29 MORTI BIANCHE, SEGUITA DA CUNEO (20), ALESSANDRIA (13), NOVARA (8), ASTI (5), VERCELLI (4) E VERBANO CUSIO OSSOLA (3).

Nei primi due mesi del 2016 il Piemonte indossa la maglia nera in Italia per numero di vittime registrate nei luoghi di lavoro con 8 vittime. Ma i numeri dello scorso anno sono ancor più sconfortanti perché parlano, purtroppo, di una tragica media di sette vittime al mese.
E’ questa la drammatica realtà che emerge nitida nell’ultima indagine elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sull’emergenza morti bianche in Piemonte nel 2015. Sono 82, infatti, gli infortuni mortali sul lavoro registrati in regione nei dodici mesi dello scorso anno: 66 quelli rilevati in occasione di lavoro e 16 in itinere.

Numeri tragici che portano il Piemonte al settimo posto nella triste graduatoria italiana per numero di vittime decedute in occasione di lavoro. Con i 66 lavoratori che hanno perso la vita nel 2015 il Piemonte segue l’Emilia Romagna (69), il Veneto (71), il Lazio (76), la Toscana (79), la Campania (87), e la Lombardia (124).
E in regione è Torino a far rilevare il dato peggiore con 29 morti bianche (6 delle quali registrate in itinere), seguita da Cuneo (20 – di cui 3 in itinere), Alessandria (13 – 3 in itinere), Novara (8 – 1 in itinere), Asti (5 – 1 in itinere), Vercelli (4 – 2 in itinere) e Verbano Cusio Ossola (3).
Il capoluogo piemontese, poi, è caratterizzato da un altro dato: al quinto posto nella graduatoria nazionale per numero di vittime rilevate in occasione di lavoro (23), segue Bari (26), Napoli (34), Milano (35) e Roma (47). Ma anche Cuneo emerge, purtroppo, nella stessa classifica con le sue 17 vittime e il suo settimo posto.

Per quanto concerne le fasce d’età delle vittime si scopre che ad essere maggiormente coinvolti dal dramma sono i cinquantenni e quarantenni, ovvero coloro che dovrebbero avere maggiore esperienza lavorativa.
Per la precisione sono 26 i lavoratori deceduti che avevano un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; 20 i quarantenni; 12 i sessantenni ed altrettanti i trentenni.
Mentre per quanto riguarda i settori più a rischio, gli esperti di Vega Engineering indicano quello manifatturiero (con 22 vittime), delle Costruzioni (con 10 vittime), del Commercio (8) e dei Trasporti (6).

Il totale delle morti sul lavoro registrate in Italia da gennaio a dicembre 2015 sono state 1172 delle quali 294 conseguenti ad un incidente in itinere.
Il Piemonte è, poi, al 12° posto per incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa con un indice pari a 36,7 rispetto alla media nazionale (39,2).

 

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

Documenti correlati

  • Comunicato-Morti-Bianche-12-mesi-2015-Piemonte.pdfScarica

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni