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L’EMILIA ROMAGNA E LE MORTI BIANCHE. UN TRAGICO BOLLETTINO DIETRO IL QUALE SI CELA L’IMMANE DOLORE PER LA PERDITA DI 93 LAVORATORI.

A BOLOGNA SONO 16 LE VITTIME REGISTRATE. SEGUONO: MODENA (13), REGGIO EMILIA (12), FERRARA E FORLI’ –CESENA (11), RAVENNA (9), PARMA (8), PIACENZA (7) E RIMINI (6).

QUASI LA META’ DEI LAVORATORI ERANO QUARANTENNI E CINQUANTENNI. IL SETTORE MANIFATTURIERO QUELLO PIU’ COLPITO. 15 LE DONNE MORTE SUL LAVORO. 19 I LAVORATORI STRANIERI COINVOLTI NEL DRAMMA.

E’ un bilancio drammatico quello delle morti sul lavoro registrate in Emilia Romagna che porta la regione al secondo posto a livello nazionale dopo la Lombardia per numero di lavoratori deceduti in occasione di lavoro con 68 vittime; un risultato terribile che arriva, purtroppo, a 93 contando i lavoratori che hanno perso la vita in itinere (25).

E’ questa la prima proiezione del fenomeno delle morti bianche da gennaio a novembre 2014 elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail.
Una mappatura drammatica che si rivela maggiormente sconfortante analizzando i dati della provincia di Bologna e dove i decessi registrati (compresi quelli in itinere) sono stati 16.
Ma non va meglio neppure a Modena, dove le vittime sono state 13 così come a Reggio Emilia con 12 decessi. Seguono: Ferrara e Forli’ –Cesena (11), Ravenna (9), Parma (8), Piacenza (7) E Rimini (6).

E, anche nella graduatoria nazionale che definisce il numero di vittime in ‘occasione di lavoro’ – escludendo quindi i decessi in itinere – le province dell’Emilia Romagna sono la più colpite dall’emergenza morti bianche nel nostro Paese. Modena e le sue 13 croci sul lavoro raggiungono infatti il settimo posto, come Milano, Lecce e Palermo. A Bologna, invece, sono 11 le morti rilevate in occasione di lavoro.

Per quanto riguarda l’età delle vittime in Emilia Romagna sono i quarantenni e i cinquantenni i lavoratori più coinvolti; sono 43 per la precisione i lavoratori deceduti che avevano un’età compresa tra i 40 e i 59 anni.
“Ancora una volta l’età media delle vittime diventa un’ulteriore conferma al fatto che la lunga esperienza nel mondo del lavoro non sia sufficiente ad esorcizzare gli infortuni – commenta Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering – Un dato che dovrebbe spingere ad una riflessione collettiva su quanto siano indispensabili la formazione e l’aggiornamento continui, per diffondere maggiormente la cultura della sicurezza e di conseguenza per migliorare anche la tutela del lavoratore, fornendo preziosi strumenti di prevenzione contro il rischio di infortuni gravi e talora mortali”.

Intanto, il settore maggiormente provato dalle morti bianche è quello delle attività manifatturiere dove si contano 14 vittime su 93; ed è seguito da quello dei trasporti e magazzinaggi (10 infortuni mortali) e dal commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (8).

Uno studio dettagliato del fenomeno delle morti bianche in Emilia Romagna, quello realizzato dagli esperti dell’Osservatorio Vega Engineering, in cui emerge nitido purtroppo un altro dato, ovvero quello delle morti sul lavoro che coinvolgono le donne. E sono 15 le lavoratrici che hanno perso la vita in Emilia Romagna da a gennaio a novembre 2014, 9 delle quali in itinere. In Italia le donne decedute in occasione di lavoro, invece, sono 40.

Altro risultato significativo riguarda poi i lavoratori stranieri. Da gennaio a novembre sono state registrate 19 vittime, il 20 per cento dei casi mortali.
Osservando infine l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa l’Emilia Romagna fa rilevare un indice di 35,1 contro una media nazionale di 30,4. Il giorno della settimana in cui è stato registrato il maggior numero di morti bianche è il martedì seguito dal mercoledì e dal giovedì.

In Italia sono state 919 gli infortuni mortali da gennaio a novembre: 682 gli infortuni mortali sul luogo di lavoro e 235 quelli in itinere (I dati completi sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com).

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  • Comunicato-Morti-Bianche-Primi-11-mesi-Emilia-Romagna.pdfScarica

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