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LAZIO: MORTI BIANCHE PRIMO SEMESTRE 2015.

DA GENNAIO A GIUGNO SONO 30 LE VITTIME DECEDUTE IN OCCASIONE DI LAVORO.
6 INFORTUNI MORTALI IN PIÙ RISPETTO AI PRIMI SEI MESI DEL 2014. 

E’ LA QUARTA REGIONE A LIVELLO NAZIONALE PER NUMERO DI DECESSI CON LA CAMPANIA, CON UN’INQUIETANTE MEDIA DI 5 VITTIME AL MESE.
E IL BILANCIO DEL 2015 SI AGGRAVA CON GLI INCIDENTI MORTALI AVVENUTI IN ITINERE (15 DA GENNAIO A GIUGNO).
ROMA CAPITALE D’ITALIA E, PURTROPPO, ANCHE DELLE MORTI BIANCHE CON 29 DECESSI – 11 DEI QUALI AVVENUTI IN ITINERE. SEGUONO: VITERBO E LATINA (5), FROSINONE (4) E RIETI (2).
IL SETTORE DEI TRASPORTI E MAGAZZINAGGI IL PIÙ COLPITO. SONO 7 LE DONNE MORTE SUL LAVORO. 10 GLI STRANIERI COINVOLTI NEL DRAMMA. 

Da gennaio a giugno sono 30 le vittime rilevate in occasione di lavoro in Lazio (361 in tutto il Paese). Sei decessi in più rispetto al primo semestre 2014. E il Lazio è la quarta regione a livello nazionale con la Campania per numero di infortuni mortali, con un’inquietante media di 5 incidenti al mese.
Un tragico bilancio del 2015 che si aggrava, poi, con le morti avvenute in itinere: sono 15 da gennaio a giugno, per un totale, quindi, di 45 vittime.

A fornire la nitida immagine dell’emergenza in Lazio è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre (sulla base di dati Inail) che sottolinea come la tragedia sia molto più sentita nella capitale. A Roma, infatti, si contano 29 lavoratori deceduti nel primo semestre 2015 (11 dei quali in itinere).
Ed è alla capitale che spetta indossare, purtroppo anche a livello nazionale, la maglia nera per numero di vittime registrate in occasione di lavoro (18), seguita da Milano (16) e da Palermo e Napoli (10).
A livello regionale invece, Roma è seguita da Latina e Viterbo dove si contano 5 infortuni mortali, da Frosinone (4), e da Rieti (2).

Una mappatura dettagliata del Lazio in cui risulta evidente come sia il settore dei trasporti e magazzinaggi quello più colpito con 6 infortuni mortali, seguito dalle attività manifatturiere e dal noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (4 vittime); da costruzioni, commercio e attività di alloggio e ristorazione (3).

Analizzando l’età di coloro che hanno perso la vita sul lavoro, si osserva che delle 45 vittime 14 erano quarantenni, 13 i cinquantenni, 7 i sessantenni ed altrettanti i trentenni.
E ancora: nel primo semestre 2015 sono 7 le donne che hanno perso la vita e 10 i lavoratori stranieri. 

Ultimo, ma non meno importante aspetto descritto dagli esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre è l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. Ebbene, il Lazio fa registrare un indice di 13,6 contro una media nazionale di 16,1.

I dati sopra citati sono disponibili attraverso la pubblicazione sul sito www.vegaengineering.com.

Ci auguriamo che il comunicato possa diventare un utile strumento di lavoro per Voi e possa contribuire a diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro. 

 

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

 

 

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  • Comunicato-Morti-Bianche-Lazio-Primi-6-mesi-2015.pdfScarica