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TORINO NEL 2014 SECONDA SOLO A ROMA PER NUMERO DI MORTI BIANCHE REGISTRATE IN OCCASIONE DI LAVORO.

a cura di Mauro Rossato - Comunicato pubblicato il 03-04-2015

UN LAVORATORE SU TRE ERA UN CINQUANTENNE CHE OPERAVA NEL SETTORE MANIFATTURIERO, DEI TRASPORTI E DELLE COSTRUZIONI.

Torino nel 2014 è seconda solo a Roma per numero di morti bianche registrate in occasione di lavoro. Sono, infatti, 26 i lavoratori che hanno perso la vita nel capoluogo piemontese e 34 nella capitale. Ma il bilancio provinciale aumenta considerando anche i lavoratori che hanno perso la vita in itinere e che nel  2014 portano Torino a contare 33 morti sul lavoro. E non va meglio a Cuneo dove  gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono stati 16; un numero purtroppo più che rilevante che conduce la provincia piemontese al sesto posto nella graduatoria nazionale.  Anche in questo caso il bollettino diventa più drammatico aggiungendo gli infortuni in itinere del cuneese nel 2014 (5).
Seguono quindi Alessandria con 10 vittime sul lavoro, Vercelli (9), Novara (8), Asti (4), Verbano Cusio Ossola (3) e Biella (1).

Così in Piemonte si contano 89 vittime del lavoro (23 delle quali decedute in itinere). E con i 66 incidenti mortali avvenuti in occasione di lavoro è al quarto posto in Italia dopo Lombardia (86), Emilia Romagna (72) e Puglia (68). 
Il Piemonte è, poi, al 10° posto per incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa con un indice pari a 36,7 e superiore alla media nazionale (33,2). 

Questi i primi dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail, che non lasciano dubbi sull’emergenza morti bianche in Piemonte. E un dato più di altri colpisce gli esperti dell’Osservatorio quando si analizzano le fasce d’età delle vittime. Perchè ad essere maggiormente coinvolti dal dramma sono i cinquantenni, quelli che dovrebbero avere maggiore esperienza lavorativa. 

Per la precisione sono 30 coloro che hanno perso la vita nel 2014 e che avevano un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; 17 i quarantenni e 15 i sessantenni.
Altro risultato piuttosto significativo è quello relativo agli stranieri deceduti sul lavoro e pari al 18 per cento del totale. Anche in questo caso una media decisamente superiore a quella nazionale pari al 13,4 per cento.
Mentre per quanto riguarda i settori più a rischio, gli esperti di Vega Engineering indicano quello manifatturiero (con 15 vittime),  seguito da trasporti e magazzinaggi (13) e dal settore delle costruzioni (11).
Il totale delle morti sul lavoro registrate in Italia nel 2014 sono state 1.009 delle quali 263 conseguenti ad un incidente in itinere. (I dati completi sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com). 

I dati sopra citati sono disponibili attraverso la pubblicazione mensile sul sito www.vegaengineering.com

Ci auguriamo che il comunicato e le tabelle statistiche possano diventare un utile strumento di lavoro per Voi e che possano trovare diffusione al fine di contribuire a diffondere la cultura della sicurezza tramite una diffusa sensibilizzazione.

N.B: le nostre elaborazioni  rilevano gli incidenti mortali verificatisi in luogo di lavoro ordinario e quindi sono esclusi quelli in itinere e quelli dovuti alla circolazione stradale.

 

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

 

 

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering