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SONO DIVENTATE DIECI LE VITTIME DI MODUGNO. UN APPELLO AI MEDIA: CONTINUIAMO A RACCONTARE LA TRAGEDIA.

Comunicato pubblicato il 03-08-2015

SONO DIVENTATE DIECI LE VITTIME DI MODUGNO.
UN APPELLO AI MEDIA: CONTINUIAMO A RACCONTARE LA TRAGEDIA,
PERCHÉ IL SILENZIO E L’INDIFFERENZA NON UCCIDANO ALTRI LAVORATORI!

Intervento dell’Ingegner Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre.

E’ salito a dieci il bilancio delle vittime causate dell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio di Modugno avvenuta il 24 luglio. Una strage che non dobbiamo permetterci di dimenticare. Ricordare ed analizzare questa tragica vicenda diventa, infatti, un contributo fondamentale alla creazione di una più solida cultura della sicurezza sul lavoro.

Soprattutto nel nostro Paese, che conta il maggior numero di morti sul lavoro in Europa con oltre 500 incidenti mortali all’anno in ambiente di lavoro ordinario e ancor di più in itinere.
Tacere, o comunque, non continuare ad urlare e a raccontare la tragedia di Modugno, significa non credere nel diritto alla sicurezza dei lavoratori.
Doveroso, invece, dovrebbe essere parlarne e lanciare appelli quotidianamente. Perché la situazione è grave e drammatica. E non può essere posta in coda alle priorità del Governo.
La vita dei lavoratori vale di più delle quotidiane - trite e ritrite - beghe della politica nostrana, così come dei costanti e severi appelli dell’Unione Europea ai paesi meno virtuosi dal punto di vista economico.

Siamo stanchi. Dobbiamo iniziare a prendere davvero coscienza della piaga sociale rappresentata dalle morti sul lavoro in Italia e lo dobbiamo fare tutti esplicitamente: parlandone ogni giorno, perché è così che si fa davvero leva sull’opinione pubblica, perché è così che si contribuisce a sensibilizzare un paese devastato dalle morti sul lavoro, perché è solo così che si mettono all’angolo gli “evasori” della sicurezza delle persone.
Facendo comprendere come spendere per la sicurezza aziendale non sia un costo, ma un investimento capace di esorcizzare lo spettro degli infortuni dei lavoratori. Un appello che giunge forte anche dal Presidente dell’ANMIL Franco Bettoni: “Troppe volte si finge di non vedere – dice Bettoni -  si tralascia l’osservanza di quelle regole che vengono ritenute un costo e non un investimento”.

E’ indispensabile, poi, porre la lente d’ingrandimento sull’urgenza dei controlli e delle sanzioni. Perché sono strumenti che sostengono fortemente la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre che tradursi in preziose proiezioni di quella che è la realtà dell’emergenza. Come del resto confermano i dati diffusi dal Ministero del Lavoro qualche mese fa. L'attività di vigilanza del Ministero del Lavoro, INPS ed INAIL, infatti, lo scorso anno ha prodotto i seguenti risultati: sulle 221.476 aziende ispezionate, ne sono risultate irregolari oltre la metà. Per la precisione 142.132, vale a dire il 64,1%; contemporaneamente i lavoratori in nero sono risultati 77.387, ovvero il 42,6% dei 181.629 irregolari.

Numeri e percentuali che dovrebbero essere tema di un dibattito quotidiano perché si parla di sicurezza e lavoro e di una questione che coinvolge tutti i cittadini che credono nella tutela e nella dignità dei lavoratori. Per questo destare l’opinione pubblica, con appelli forti e diffusi, diventa un passo fondamentale per costruire le basi di una solida cultura della sicurezza sul lavoro. Per fare dell’Italia una Repubblica davvero fondata sul lavoro che non debba più raccontare un eccidio simile a quello di Modugno. Lo dobbiamo, tutti noi, alle famiglie tristemente colpite da queste tragedie.

Ci auguriamo vogliate diffondere questo articolo in nome della cultura della sicurezza per contribuire a ridurre il numero degli infortuni sul lavoro.

 

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

 

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering