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MORTI SUL LAVORO IN VENETO: + 30% RISPETTO AL 2020 E DIVENTA ZONA GIALLA

Comunicato pubblicato il 28-05-2021

MORTI SUL LAVORO IN VENETO. LA STRAGE DI APRILE. 10 VITTIME REGISTRATE IN OCCASIONE DI LAVORO IN UN MESE.

MA IL RISCHIO DI MORTE PER I LAVORATORI VENETI RIMANE TRA I PIÙ BASSI IN ITALIA. COSI’ IL VENETO, CON LA NUOVA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELL’OSSERVATORIO VEGA ENGINEERING, SI COLLOCA IN ZONA ‘GIALLA’. VERONA E TREVISO IN CIMA ALLA CLASSIFICA REGIONALE CON 7 INFORTUNI MORTALI. SEGUONO: PADOVA (6), VENEZIA E VICENZA (3).

Sono 10 i lavoratori che nel solo mese di aprile hanno perso la vita in Veneto in occasione di lavoro e altri 2 in itinere. E da gennaio ad aprile diventano così 26 le vittime del lavoro in regione. Con un aumento della mortalità del 30% rispetto primo quadrimestre del 2020. Un incremento drammatico, quello registrato ad aprile, in cui è Treviso la provincia più coinvolta, con i suoi 7 infortuni mortali. Lo scorso anno nel primo quadrimestre se ne rilevava 1.

Una proiezione nitida quella elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail; una mappatura che evidenzia come, con la graduale ripresa di tutte le attività dopo l’emergenza pandemia, si stia assistendo ad un incremento degli infortuni sul lavoro. Intanto, nella classifica regionale delle morti sul lavoro (compresi quelli in itinere) i dati peggiori arrivano da Verona e Treviso con 7 infortuni mortali. Seguono: Padova (6), Venezia e Vicenza (3). Le denunce totali per infortunio in Veneto tra gennaio e aprile 2021 sono 21.289. A Verona la maglia nera in regione per il più elevato numero di denunce di infortunio: 4.380, seguono: Treviso (4.028), Vicenza (3.953), Padova (3.944), Venezia (3.302), Belluno (882), e Rovigo (800).

L’INCIDENZA: IL VENETO IN ZONA GIALLA.

Se in termini numerici il Veneto segna una situazione difficile (al 6° posto in Italia), non è così sul fronte dell’incidenza della mortalità; la regione infatti fa rilevare un’incidenza di mortalità tra le più basse in Italia. E così si colloca in quella che l’Osservatorio mestrino ha definito zona gialla; decidendo di utilizzare il modello di zonizzazione e colorazione del rischio impiegato per la pandemia, per descrivere in modo più leggibile e incisivo le tragedie che si consumano nella quotidianità lavorativa. Si tratta, dunque, di una zonizzazione creata sulla base della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, parametrata su un’incidenza media nazionale, che permette così di stabilire un rischio reale per i lavoratori che va oltre i termini numerici.

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering