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MORTI SUL LAVORO. CRESCONO ANCORA: SONO 713 VITTIME IN OTTO MESI

Comunicato pubblicato il 28-09-2018

MORTI SUL LAVORO. CRESCONO ANCORA: + 4,5% DA GENNAIO AD AGOSTO 2018 RISPETTO AL 2017. SONO 713 VITTIME IN OTTO MESI (NEL 2017 ERANO 682).

GLI INCREMENTI DI MORTALITÀ PIÙ SIGNIFICATIVI IN VENETO (20 VITTIME IN PIU’), IN LOMBARDIA (+15), IN CAMPANIA (+13). MA ANCHE IN BASILICATA E CALABRIA DOVE LE VITTIME SONO ADDIRITTURA RADDOPPIATE.

IL MAGGIOR NUMERO DI INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO PER PROVINCIA VIENE RILEVATO NELLA CAPITALE CON 29 MORTI. ED E’ SEGUITA DA: TORINO (25), MILANO (22), GENOVA (19), NAPOLI (17), BOLOGNA E UDINE (12) E TREVISO (11).

L’aumento c’è ed è, purtroppo, molto significativo. Le vittime sul lavoro nel 2018 sono aumentate del 4,5%. Erano infatti 682 nei primi otto mesi del 2017 e sono arrivate a 713. Ma ciò che colpisce di più sono i drammatici incrementi di mortalità che abbiamo potuto rilevare in Veneto e in Lombardia. A fine agosto 2018 infatti hanno contato rispettivamente 20 e 15 infortuni mortali in più del 2017”.

Così Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, commenta gli sconfortanti risultati dell’ultima indagine elaborata sulla base di dati INAIL.

E aggiunge: “La situazione peggiora e non soltanto in Veneto e Lombardia. Anche in Campania l’emergenza cresce insieme al numero di vittime. Lo scorso anno erano 33, nel 2018 sono 46. Peggio ancora va in Basilicata che da 6 morti è arrivata a 12 e la Calabria da 12 a 24”.

Osservando il numero delle vittime si scopre che sono 498 coloro che hanno perso la vita in occasione di lavoro e 215 in itinere.

Intanto c’è sempre una media di mortalità a dir poco inquietante nel nostro Paese: ogni mese circa 90 vittime, ovvero quasi 23 lavoratori che ogni settimana perdono la vita dal Nord al Sud Italia; 70 le donne decedute nel 2018 (35 quelle in occasione di lavoro e 35 in itinere).

Sempre la Lombardia in cima alla graduatoria anche con il più elevato numero di vittime in occasione di lavoro (66 decessi). Seguono: Emilia Romagna (52), Veneto (50), Piemonte (47), Toscana (40), Campania (36), Lazio (35), Sicilia (27), Liguria (25), Puglia (21), Calabria (20), Friuli (18), Abruzzo (14), Marche, Basilicata e Sardegna (10), Molise e Trentino Alto Adige (6) e Umbria (5).

Il settore in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro è quello del trasporto e magazzinaggio (con 61 decessi); seguito dalle attività manifatturiere (55) e dal settore noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese con 25 morti; mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono 24.

Quasi la metà delle 713 vittime in Italia aveva un’età compresa tra i 50 e i 64 anni.

La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (29 decessi). È seguita da: Torino (25), Milano (22), Genova (19), Napoli (17), Bologna e Udine (12) e Treviso (11).

Gli stranieri deceduti da gennaio ad agosto 2018 sono 124: di questi sono 81 quelli che hanno perso la vita in occasione di lavoro.

Per quanto concerne infine le rilevazioni degli infortuni totali (compresi quelli in itinere) è sempre Roma a condurre le fila (40), seguita da Milano e Torino (30), Foggia e Genova (22), Napoli (20), Verona (17), Bologna (16) e Venezia (15).

Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul Lavoro, ci auguriamo che il comunicato non solo sia un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola.

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering