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EMERGENZA MORTI BIANCHE: 587 VITTIME DA GENNAIO A LUGLIO 2018

Comunicato pubblicato il 31-08-2018

I NUMERI CONFERMANO CHE L’EMERGENZA MORTI BIANCHE CONTINUA AD ESSERE UNA PIAGA IRRISOLTA NEL NOSTRO PAESE”.

SONO INFATTI 587 LE VITTIME SUL LAVORO REGISTRATE DA GENNAIO A LUGLIO 2018, CON UNA MEDIA TERRIBILE DI 84 MORTI AL MESE.

414 I DECESSI RILEVATI IN OCCASIONE DI LAVORO E 173 QUELLI IN ITINERE.

IL MAGGIOR NUMERO DI VITTIME IN OCCASIONE DI LAVORO VIENE REGISTRATO IN LOMBARDIA (55), IN EMILIA ROMAGNA (47) E IN VENETO (44). A LIVELLO PROVINCIALE IL DATO PEGGIORE ARRIVA DALLA CAPITALE CON 26 MORTI. SEGUONO: MILANO (20), TORINO (18), NAPOLI (16), BOLOGNA (11), UDINE, BRESCIA E TREVISO (10).

“Ancora una volta sono i numeri a confermarlo: l’emergenza morti bianche, purtroppo, continua ad essere una piaga irrisolta nel nostro Paese. Sono infatti 587 le vittime sul lavoro registrate da gennaio a luglio 2018, con una media terribile di 84 morti al mese”.

Ad introdurre uno dei problemi più gravi, e ancora evidentemente non affrontati in modo efficiente nella nostra Penisola, è l’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, sulla base degli ultimi dati Inail che evidenzia 414 decessi rilevati in occasione di lavoro e 173 in itinere.

Una proiezione statistica tragica che non sembra essere troppo diversa da quella dello scorso anno quando le vittime erano 591. Perché il decremento di mortalità non arriva neppure allo 0,7%.

Con una media mensile di oltre 80 morti al mese si desume drammaticamente anche quella settimanale che è di 20 lavoratori che perdono la vita dal Nord al Sud Italia; 60 le donne decedute nel 2018 (28 quelle decedute in occasione di lavoro e 32 in itinere).

Rimane la Lombardia in cima alla graduatoria con il più elevato numero di vittime in occasione di lavoro (55 decessi). Seguono: Emilia Romagna (47), Veneto (44), Piemonte (36), Lazio (32), Campania e Toscana (31), Sicilia (22), Calabria (18), Friuli (15), Liguria, Puglia e Abruzzo (13), Marche e Basilicata (10), Sardegna (9), Umbria, Molise e Trentino Alto Adige (5).

Il settore in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro è quello delle Costruzioni (con 68 decessi) seguito dalle Attività Manifatturiere (55) e dal settore dei Trasporti e Magazzinaggi che fa rilevare 53 morti; mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese i morti sono 18.

La metà delle 587 vittime aveva un’età compresa tra i 50 e i 65 anni.
La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali sul lavoro è Roma (26 decessi). Ed è seguita da: Milano (20), Torino (18), Napoli (16), Bologna (11), Udine, Brescia e Treviso (10).

Gli stranieri deceduti da gennaio a luglio 2018 sono 93 (68 hanno perso la vita in occasione di lavoro).

Per quanto concerne infine le rilevazioni degli infortuni totali (compresi quelli in itinere) è sempre Roma a condurre le fila (36), seguita da Milano (26) Torino (22), Napoli (19), Bologna e Venezia (15).

Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul Lavoro, ci auguriamo che il comunicato non solo sia un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola.

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering