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COVID 19: I DATI AGGIORNATI DI UNA STRAGE DI LAVORATORI SEGNATA DAL VIRUS

Comunicato pubblicato il 29-01-2021

COVID 19: I DATI AGGIORNATI DI UNA STRAGE DI LAVORATORI SEGNATA DAL VIRUS

IN UN ANNO, IL 2020, BEN 1270 LE VITTIME, OVVERO IL 17% IN PIÙ RISPETTO AL 2019. ADDIRITTURA “+35 %” PER LE MORTI IN OCCASIONE DI LAVORO.

IL 40% DELLE MORTI IN OCCASIONE DI LAVORO È DOVUTO AL COVID-19: 423 LAVORATORI SU 1056.

IL DATO PIÙ TRAGICO GIUNGE DALLA LOMBARDIA CON 222 VITTIME. SEGUONO: PIEMONTE CON 107 DECESSI, EMILIA ROMAGNA CON 100, CAMPANIA CON 98, LAZIO 72.

PER QUANTO RIGUARDA LE MORTI SUL LAVORO PER COVID: ANCORA MAGLIA NERA ALLA LOMBARDIA CON IL 37,6% DELLE DENUNCE (159 DECESSI), SEGUITA DA: CAMPANIA (40 DECESSI), EMILIA ROMAGNA E DEL PIEMONTE (37 DECESSI), LAZIO (28 DECESSI), PUGLIA (23 DECESSI).

“Da tempo non si registrava un incremento tanto significativo nelle morti in occasione di lavoro. Purtroppo, però, nel 2020, il Covid – 19, ha stravolto anche la quotidianità di molti lavoratori, uccidendone 423. Ovvero il 40% di tutti gli infortuni mortali registrati proprio in occasione di lavoro (1056)”.

È un’apertura drammatica quella di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, nel presentare l’ultima indagine elaborata dal team di esperti del proprio osservatorio, che punta i riflettori sulla mappatura dell’emergenza morti bianche da gennaio a dicembre 2020.

Una strage nazionale in cui si contano 1270 vittime (contando anche le vittime in itinere) che fanno rilevare un +17% della mortalità rispetto al 2019. E addirittura un incremento del 35% per quanto riguarda i soli infortuni mortali in occasione di lavoro (passati da 783 a 1056).

“Stiamo parlando di 273 decessi in più dell’anno precedente per i morti in occasione di lavoro – precisa Rossato – è una vera tragedia”.

Intanto ad indossare la maglia nera definitiva del 2020 nella classifica nazionale per numero di decessi in occasione di lavoro è purtroppo la Lombardia con 222 vittime. Seguono: Piemonte con 107 decessi, Emilia Romagna con 100, Campania con 98, Lazio 72, Sicilia 67, Veneto 65, Puglia 59, Toscana 54, Marche 40, Liguria 39, Calabria 31, Abruzzo 28, Sardegna 22, Trentino Alto Adige 16, Friuli Venezia Giulia 12, Umbria 10, Basilicata 6, Molise 6 e Valle D’Aosta 2.

Diversa la graduatoria del numero di decessi per Covid sul lavoro. Sempre prima la Lombardia dove si evidenzia il 37,6% delle denunce (159 decessi), ma poi troviamo: la Campania (40 decessi), l’Emilia Romagna e il Piemonte (37 decessi), il Lazio (28 decessi), la Puglia (23 decessi).  Seguono: la Liguria (20 decessi), la Sicilia (15), la Toscana (14), Abruzzo e Marche (12 decessi), Veneto (10 decessi), Umbria (5 decessi), Calabria (4), la provincia autonoma di Trento e Friuli Venezia Giulia (2), Valle d’Aosta, Sardegna e Molise (1 decesso).

La provincia in cui si muore di più in occasione di lavoro in Italia è Roma (54 decessi). Seguono: Bergamo (47), Napoli (47), Milano (44), Torino (37), Brescia (36), Cremona (25).

Il settore delle Attività Manifatturiere quello che conta più vittime (149 decessi), insieme a Costruzioni (con 114 vittime). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (112), Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli (71) e Sanità e Assistenza Sociale (67). 

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro totali è tra i 55 e i 64 anni (442 su 1056). Le donne che hanno perso la vita nel 2020 sono 102.

Gli stranieri deceduti sul lavoro da gennaio a dicembre 2020 sono 150 (il 14,2% del totale).

Si conferma il lunedì il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni mortali in tutto il 2020.

Osservatorio SICUREZZA INFORTUNI di Vega Engineering