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Lo scorso Venerdì 12 maggio si è svolto a Mestre un importante Convegno nazionale, organizzato da Vega Engineering, società di ingegneria e consulenza associata ad Unindustria Venezia, e dallo studio legale associato Ticozzi Bellussi Sicchiero Vianello Dalla Valle Zampieron, in collaborazione con “Ambiente & Sicurezza”, rivista quindicinale specialistica del Sole24ore.
Il titolo del convegno “La valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro – Verso una metodologia unitaria ed armonizzata attraverso standard di riferimento certificabili (OHSAS 18001)”, riassumeva efficacemente il tema dibattuto dai relatori intervenuti, che hanno affrontato l’obbligo di valutazione dei rischi da un duplice punto di vista, quello tecnico e quello giuridico.
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Il Convegno, che ha registrato un’affluenza di oltre 200 persone, è stato introdotto dal Vice Presidente di Unindustria Venezia dott. Fabrizio Bettiol e dai saluti dei rappresentanti degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti e dei Collegi dei Periti Industriali e dei Geometri. Gli interventi, efficacemente moderati dal dott. Massimo Cassani, Responsabile Libri e Periodici Redazione Edilizia-Ambiente “Il Sole 24 Ore”, hanno evidenziato la necessità di concepire la valutazione dei rischi come uno strumento di pianificazione nelle mani del Datore di Lavoro che, per il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza nella sua azienda, dovrà servirsi degli strumenti propri della gestione (programmazione, revisione, controllo), proiettandosi inevitabilmente verso sistemi di gestione della sicurezza.
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“Il 95% delle imprese ha effettuato la valutazione dei rischi per la sicurezza nei luoghi di lavoro” – ha annotato l’ing. Mauro Rossato amministratore e direttore tecnico di Vega Engineering – “ma solo nel 54% dei casi tale documento è stato successivamente aggiornato: questo dato denota chiaramente la mancanza di una gestione sistemica della sicurezza“.
L’ing. Rossato, durante il suo intervento, ha illustrato i principali dati rilevati nel
rapporto di monitoraggio e controllo dell’applicazione del D. Lgs. 626/94 del novembre 2003, promosso dal Coordinamento delle Regioni e Province Autonome, precisando che: “Il dato conclusivo è che, seppur rilevando anche situazioni positive, nessun documento di valutazione dei rischi esaminato ha conseguito il giudizio di eccellenza in merito al processo di valutazione dei rischi”. |
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I criteri che andavano simultaneamente soddisfatti per essere classificati “eccellenti” nel processo di valutazione dei rischi sulla sicurezza erano i seguenti:
- enunciazione dei criteri ed esplicitazione degli strumenti e metodi usati, con uso di un ampio ventaglio di strumenti e metodi di analisi;
- presa in considerazione di un ampio numero di elementi da valutare in ordine alle potenziali cause di rischio;
- completezza e correttezza della valutazione dei rischi;
- rispetto delle procedure di consultazione (RLS, MC);
- coinvolgimento di dirigenti e preposti (requisito non richiesto per le piccolissime aziende);
- completezza del documento di valutazione dei rischi conclusivo (requisito non richiesto per le piccolissime aziende);
- aggiornamento della valutazione dei rischi al verificarsi di eventi che lo richiedessero. |
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Ed il processo di valutazione dei rischi sulla sicurezza è stato il tema cardine dell’intervento dell’ing. Federico Maritan, project manager di Vega Engineering, il quale ha illustrato i principali aspetti di una metodologia di valutazione dei rischi, basata su riferimenti normativi autorevoli, capace di soddisfare appunto i requisiti di eccellenza precedentemente richiamati.
“La valutazione dei rischi è una fase del processo di valutazione dei rischi che deve essere scisso dalla fase di stima del rischio: la valutazione deve consentire di esprimere un giudizio in merito alla possibilità operativa del lavoro ed alla criticità dello stesso” – evidenziava l’ing. Maritan – “Per adempiere correttamente all’obbligo derivante dall’art. 4 comma 2 del D. Lgs. 626/94, il documento di valutazione dei rischi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro deve contenere non solo l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione previste, ma anche la programmazione delle attività finalizzate alla sicurezza”.
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La metodologia illustrata, finalizzata alla completa gestione della sicurezza, nasce dall’analisi dei principali riferimenti presenti in campo nazionale ed internazionale: è stata in particolare richiamata la norma inglese BS 8800, revisionata nel 2004, la quale precisa alcuni interessanti concetti in merito al processo di valutazione dei rischi per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
“La metodologia studiata con riferimento anche a questa autorevole norma consente di raggiungere il doppio obiettivo di basarsi su una delle uniche norme tecniche del settore e di proiettarsi naturalmente verso i sistemi di gestione della sicurezza, con particolare riferimento alla norma OHSAS 18001”, ha concluso nel suo intervento l’ing. Maritan. Richiamando i principali obblighi a carico del datore di lavoro, l’avv. Marco Vianello, ha evidenziato che “l’obbligo di valutazione dei rischi è per il datore di lavoro indelegabile, come precisato nel D. Lgs. 626/94”.
Tale aspetto è stato approfondito dall’avv. Anna Zampieron, che richiamando le figure su cui gravano i principali obblighi in merito alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si è soffermata sulla figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, introducendo il tema delle possibili responsabilità a carico di questo soggetto che spesso contribuisce, come attore principale, al processo di valutazione dei rischi.
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Come poi confermato dal Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Antonio Pastore, intervenuto anch’egli al Convegno, la figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione non è da ritenersi del tutto esente da possibili responsabilità in merito ad un avvenuto infortunio, in particolare per quel che concerne gli aspetti di valutazione dei rischi ed identificazione delle misure di sicurezza. Nel suo intervento il dott. Pastore ha anche sottolineato che il RSPP non dovrebbe coincidere con una figura operativa aziendale, al fine di garantire allo stesso la massima concentrazione sulle problematiche inerenti la sicurezza.
Le statistiche riportate nel suo intervento dal dott. Giancarlo Magarotto, direttore dello SPISAL dell’ULSS 12 Veneziana, hanno confermato a livello provinciale-regionale i dati già illustrati dall’ing. Rossato: durante i
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controlli svolti dai tecnici dello SPISAL sono state evidenziate frequentemente carenze nel documento di valutazione dei rischi sulla sicurezza, in particolare per gli aspetti di valutazione ed identificazione delle misure di sicurezza.
Il dott. Magarotto ha concluso il suo intervento evidenziando che da parte degli Enti di controllo non vi è solo la volontà di punire, ma anche quella di premiare chi ricerca e raggiunge livelli di eccellenza nella sicurezza aziendale: in tal senso l’AUSL 12 Veneziana, la Regione Veneto, l’Unindustria Venezia e l’INAIL, promuovono il concorso “Azienda Sana” (www.aziendasana.it), che ha l’obiettivo di premiare quelle aziende che si distinguono nello svolgere efficaci ed importanti campagne di informazione e formazione, nell’adottare Sistemi di Gestione della Sicurezza, nel promuovere la prevenzione delle malattie ed il miglioramento degli stili di vita, nella responsabilità sociale e certificazione etica d’impresa.
L’interesse sul tema dibattuto è stato dimostrato dai numerosi interventi dalla platea, abilmente gestiti dal moderatore dott. Massimo Cassani, con cui si sono conclusi i lavori del Convegno.
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